CHE COSA C’ERA TRE SECOLI FA NELL’AREA SULLA QUALE OGGI SORGE L’EDIFICIO DOVE HA SEDE IL COMUNE DI CAPENA

Nel catasto di Leprignano del 1703 Andrea Carderi assegna per Girolama Gemma sua moglie “una vigna posta accanto la chiesa di San Bastiano da un’altra parte Luca Barbetta da un’altra parte la strada comune” (c. 394v). Poiché la chiesa di San Sebastiano, nel corso del tempo condedicata a San Luca, sorgeva dove oggi ha sede il Centro Sociale Anziani, mentre la proprietà di Luca Barbetta, altro confine della vigna di Girolama Gemma, è quella che poi confluirà nei beni della Cappellania Olivari, parte dei quali (tra cui appunto l’appezzamento con casa padronale avente entrata dall’odierna via Piave) perverrà alla famiglia Palmerini, è quantomai probabile che questa vigna, bene dotale di Girolama Gemma in Carderi, sita tra l’odierno Centro Sociale Anziani e l’odierna proprietà Palmerini che si estende da un lato lungo l’odierna via Piave, insistesse laddove oggi si trova l’edificio dove ha la propria sede il Comune di Capena (per essere precisi, l’area di sedime del palazzo municipale dovrebbe costituire parte del terreno sul quale si trovava quella vigna).

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IL DESUETO TOPONIMO RURALE LEPRIGNANESE “MAGNALONTO” E LE SUE VARIANTI

Nel catasto di Leprignano del 1703, basato sul sistema delle “assegne” (dichiarazioni giurate rese dai soggetti titolari di diritti reali sulle terre), ricorre più volte, con forme diverse, il toponimo rurale, oggi scomparso, “Magnalonto” (probabilmente da interpretarsi come “Mangia l’unto”):
– Girolama Alei vedova di Clemente Sinibaldi assegna “un pezzo di oliveto in voc. Magnia Lonto confinante li beni degli eredi di Alberino Pezza e dall’altra parte Cesare Sinibaldi e sopra e sotto la strada” (c. 112r);
– Pietro Barbetti assegna “una vigna posta in vocabolo Magnialonto confinante da una li beni di Girolama Sinibaldi, dall’altra i beni di Domenico Antonio Pezza da capo Anna Maria Pezza di sotto la strada con sodo” (c. 130r);
– Cesare Sinibaldi assegna “un vignale a Magnalonto confinante con Odoardo Sinibaldi e gli eredi di Clemente Sinibaldi e la strada da due parti” (c. 253v);
– Angelo Corsi assegna “un canneto a Magnalonto confinante con Ambrosio Leonio dall’altra parte la Madonna degli Angeli e dall’altra parte Giuseppe Sacripanti” (c. 255r);
– Ambrosio Leonio assegna una “vigna in vocabolo Magnia Lonto confinante in due lati la Venerabile Compagnia della Madonna degli Angeli lasciatali da Filenia Cestone e da un lato il canneto di Maria Cecilia Corsi e davanti la strada pubblica” (c. 197r);
– tra i beni dotali di Francesca Corsi è assegnata “una vigna con oliveto in vocabolo Magna Lonto confinante i beni del Sig. Pietro Galli per la moglie e dall’altra parte gli eredi del fu Giovannangelo Carderi […] Arcangelo Azimati e da capo la strada publica” (c. 313v).

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IL POZZO (“‘U POZZU”) COME TOPONIMO RURALE LEPRIGNANESE

Il 19 giugno 1880 Luigi Moretti fu Mariano e Luca D’Innocenti fu Mattia depositano negli atti di un notaio castelnovese la scrittura privata con la quale il 4 dicembre 1872 il primo aveva venduto al secondo un appezzamento di terreno cannetato, olivato, vitato e sodivo in vocabolo il Pozzo, esteso tre scorzi pari a 2.470 metri quadri, confinante con Domenico Cozzardi, con la strada vicinale e da piedi con il fosso. L’atto di deposito viene letto, confermato e pubblicato nel locale di segreteria municipale posto in via della Conca nell’accasamento di proprietà di Domenico Barbetti.

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VALLE VOLPINA COME TOPONIMO RURALE CAPENATE

Con atto rogato il 26 luglio 1880 da un notaio castelnovese, Costantino Pietronzini del fu Bartolomeo, nato e domiciliato a Leprignano, vende al possidente Domenico Barbetti di Angelo, nato e domiciliato a Leprignano, un castagneto ceduo in vocabolo Valle Volpina, esteso 6.460 metri quadri, pari ad una quarta, uno scorzo e due quartucci di misura locale, confinante con altro terreno vigneto e castagneto ceduo che rimane di proprietà dello stesso Pietronzini, con Paolo Laura, con Giovanni Raffi, con gli eredi Santini e con il territorio di Morlupo.
Con atto rogato il 26 agosto 1880 da un notaio castelnovese, Luciano Alei fu Antonio, nato e domiciliato in Leprignano, vende a Cesare Cammerinesi fu Luigi, nato e domiciliato in Morlupo, un appezzamento di terreno seminativo, pascolivo e con bosco, in vocabolo Valle Volpina o Monte Picchioni, esteso tavole censuarie 20 e centesimi 45, pari a poco meno di un rubbio di misura romana, distinto nel cessato catasto di Capena con il numero 1683, subalterni 1 e 2, della sezione seconda di mappa di Capena, confinante con il territorio di Morlupo, con Matteo Alei, con Giovanni Raffi e con “tal Pietronsini”. Il terreno compravenduto è pervenuto al venditore “per morte del di lui genitore deceduto fin dal 1828”.

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PROSEGUE LO SHOPPING IMMOBILIARE DI UN POSSIDENTE CASTELNOVESE A LEPRIGNANO VERSO LA FINE DEL XIX SECOLO

Con atto rogato il 19 dicembre 1880 da un notaio castelnovese, Francesco Alei fu Marco, nato e domiciliato in Leprignano, vende a Francesco Pagnani quattro appezzamenti di terreno:
– un terreno seminativo camporile in vocabolo (=località) Passo Cavallone, esteso 31.270 metri quadri, distinto nel (cessato) catasto di Capena con il numero 2338 della sezione seconda di mappa, confinante con gli eredi di Antonio Sinibaldi, con gli eredi Laudi e con i beni di Sabatino Remedia;
– un altro terreno seminativo, in vocabolo Le Piane, esteso 550 metri quadri, distinto nel (cessato) catasto di Capena con il numero 172 della sezione seconda di mappa, confinante con altri beni Pagnani/Paradisi, con Agostino Barbetti e con il fosso di Gramiccia;
– un terreno prativo in vocabolo La Fioretta, esteso 2.600 metri quadri, distinto nel (cessato) catasto di Capena con il numero 26, subalterni 1 e 2, della sezione prima di mappa, confinante i beni Cola da due lati e con lo stesso acquirente Sig. Pagnani.
– un altro terreno prativo in vocabolo La Fioretta, esteso 3.580 metri quadri, distinto nel (cessato) catasto con il numero 21, subalterni 1 e 2, della sezione prima di mappa, confinante con i beni della Cappellanìa Pezza, ritenuti da Giovanni Valgi, e con i beni degli eredi del fu Antonio Sinibaldi.
Il terreno in località Passo Cavallone è responsivo della quinta ai Sigg.ri Giannuzzi e Del Papa, subentrati al Monastero di San Paolo in Roma, ed è soggetto alla servitù del pascolo comunale, al pari dei due terreni prativi alla Fioretta, i quali sono responsivi a fieno in ragione di una soma ordinaria per ogni quarta di superficie.

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ANCORA SULLO SHOPPING IMMOBILIARE DI UN POSSIDENTE CASTELNOVESE A LEPRIGNANO VERSO LA FINE DEL XIX SECOLO

Con atto rogato da un notaio castelnovese il 14 dicembre 1880 da un notaio castelnovese, Giovanni Foscarini fu Giuseppe, nato e domiciliato a Leprignano, con l’intervento della di lui sorella germana Cecilia (per il terreno in località “il Boschetto”), nata e domiciliata a Leprignano, e con la piena autorizzazione del di lei marito Giovanni Battista Rossi fu Giovanni, vende a Francesco Pagnani i seguenti tre appezzamenti di terreno:
– uno esteso 10.120 metri quadri, pari a due quarte e tre quartucci di misura locale, in località “Monte Scarsichicchio”, distinto nel (cessato) catasto di Capena con il numero 2225 della sezione seconda di mappa, confinante con gli eredi del fu Antonio Sinibaldi, con altri beni dello stesso acquirente e con Giovanni Valgi;
– un altro esteso 12.640 metri quadri, pari a un rubbio, tre scorzi, due quartucci di misura locale e 110 metri quadri, in località “il Boschetto”, distinto nel (cessato) catasto di Capena con il numero 2214 della sezione seconda di mappa, confinante con altri beni dello stesso acquirente (Pagnani) e con i beni Laudi;
– un altro ancora, esteso 29.860 metri quadri, pari a un rubbio, due quarte, uno scorzo e tre quartucci di misura locale, in località “Valle Termine”, distinto nel (cessato) catasto di Capena con i numeri 86, 87, 88 della sezione seconda di mappa, confinante con Pietrantonio Sinibaldi, con i beni degli eredi Cola  e con i beni degli eredi di Carlo Sinibaldi.
I primi due dei summenzionati appezzamenti sono responsivi della quinta del prodotto in favore degli aventi causa del Monastero di San Paolo e tutti sono soggetti al pascolo comunale negli anni in cui non sono seminati.

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SHOPPING IMMOBILIARE DI UN POSSIDENTE CASTELNOVESE A LEPRIGNANO VERSO LA FINE DEL XIX SECOLO

Con atto rogato da un notaio castelnovese il 14 dicembre 1880, Luciano Alei fu Antonio, nato e domiciliato a Leprignano, vende a Francesco Pagnani tre appezzamenti di terreno:
– uno, esteso 13.360 metri quadri, in località Monti di Scorano, distinto nel (cessato) catasto con il numero 140 della sezione seconda della mappa di Capena e confinante con la strada che conduce alla mola a grano, con i beni di Giovanni Valgi, con quelli degli eredi Cola, con quelli della cappella di San Giuseppe e con quelli degli eredi Bernardoni;
– un altro, esteso 38.850 metri quadri, in località Valle Termine, distinto nel (cessato) catasto con il numero 85 della sezione seconda della mappa di Capena, confinante con i beni di Cipriano Rossi, con quelli degli eredi di Carlo Sinibaldi, con i beni di Pietrantonio Sinibaldi mediante il carraccio, nonché con lo stradone;
– un altro ancora, esteso 39.280 metri quadri, in località Ara Piscina, distinto nel (cessato) catasto con il numero 2105 della sezione seconda, subalterni 1 e 2, confinante con Giovanni Valgi, con gli eredi di Nicola Sinibaldi, con Luca Montilli e con lo stradone.

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