CAPENA: UN TESTAMENTO DEL 1878

Il 5 maggio 1878 fece testamento pubblico, per gli atti di un notaio castelnovese, la settantatreenne leprignanese Francesca Alei del fu Calisto, coniugata con Domenico Gualdarini, la quale nominò eredi universali i propri figli o, in rappresentanza di quelli fra di essi che fossero predefunti alla madre, i nipoti. I figli, o, in un caso, i nipoti, nonché coeredi, sono: Paola Gualdarini, vedova di Bartolomeo Felici; Anna Maria Gualdarini, vedova di Giovanni Rossi; Margherita Gualdarini, moglie di Sante Pagliuca; Rosa Gualdarini, moglie di Natale Bizzarri; Antonia ed Ercole Gualdarini, in rappresentanza del loro padre Giovanni Gualdarini, figlio predefunto della testatrice. I beni che la testatrice lascia in eredità sono: un pezzo di terra sodo con olivi in vocabolo (=località) Cammerata (nella parlata locale “Camorata” o “Camorada”); un pezzo di terra seminativo esteso circa tre quarte, in vocabolo “i due Ponti”; un pezzo di terra seminativo in vocabolo Valle Termine; due stanze di abitazione poste in Piazza a Leprignano (l’odierna Piazza del Popolo), a confine di Luca Saraceni e di beni già appartenenti al Monastero di San Paolo. La testatrice non riconosce alcun diritto al marito, poiché questi ha abbandonato la consorte da oltre due anni, non le corrisponde nulla per alimenti e vestiario e, in più, si appropria dei frutti dei terreni della testatrice affermando di averne pieno diritto in quanto marito.

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