CAPENA: UNA RASSEGNA DI GIUDIZI SU POSSIBILI CANDIDATI ALLA COMMISSIONE MUNICIPALE PROVVISORIA (1858)

Quando a Leprignano nel luglio 1858 il Consiglio Municipale (=Consiglio Comunale) fu sciolto in seguito a provvedimento adottato dal Presidente della Comarca (=Provincia di Roma) Cardinal Roberti, il Comune fu commissariato, con la nomina non di una figura monocratica, come quella che oggi viene insediata nel caso di scioglimento del Consiglio Comunale (il Commissario Straordinario), ma di un organo collegiale, la Commissione Municipale, detta Provvisoria perché destinata a durare solo fino all’insediamento di un nuovo Consiglio Municipale e al conseguente ritorno alla normalità amministrativa. L’Abate di San Paolo aveva perso la propria giurisdizione feudale su Leprignano fin dal 1818 e, ciononostante, fu chiamato in causa – non sappiamo precisare se formalmente o informalmente – nella procedura relativa alla nomina dei componenti la Commissione Municipale Provvisoria, come appare dal documento qui di seguito trascritto, che consiste in un’informativa spedita dal sacerdote leprignanese Don Carlo Barbetti all’Abate di San Paolo e contenente una serie di giudizi destinati ad orientare la scelta dell’Abate sulla composizione della Commissione. All’epoca peraltro il Monastero di San Paolo, seppure non aveva più giurisdizione feudale su Leprignano, vi conservava tuttavia cospicui interessi, tali da suscitare ripetuti contenziosi con il Comune di Leprignano, come dimostrano anche la “Concordie” che, dopo quella del 1617 e quella del 1789, furono stipulate tra Comune e Monastero ancora nel 1855 e nel 1873. L’informativa riflette il punto di vista dell’autorità ecclesiastica, che all’epoca aveva “in loco” ancora forti interessi temporali: le valutazioni in essa espresse vanno perciò considerate e lette alla luce di questa pregiudiziale. Non è un caso che un giudizio nettamente negativo sia espresso su membri di famiglia con orientamento anticlericale, come i Marotti (famiglia da cui uscirono persone che rivestirono importanti uffici pubblici al tempo sia della prima che della seconda Repubblica Romana); un giudizio pesantemente negativo è espresso anche su un Laudi, che sarà poi il primo Sindaco della Leprignano postunitaria e che era stato anziano nella Giunta Municipale al tempo della seconda Repubblica Romana; drastico anche il giudizio sui soggetti ritenuti influenzabili da “gente cattiva” o “gente perversa”, cioè da quanti mostravano indipendenza nei confronti dell’autorità ecclesiastica. Di seguito il testo:

 

Illustrissimo, e Reverendissimo Padre Abbate

 

 

Mi penetro della responsabilità della Commissione Municipale, da istituirsi, di cui sono chiamato ad indicare i soggetti, da proporsi. Non ho saputo meglio corrispondere alla chiamata che col sottoporre primieramente un quadro di soggetti per esclusione, i quali figurano per posizione sociale, affinché si possa devenire per indeclinabili motivi alla nomina delle persone ritrovate più idonee, e scevre di permanenti eccezioni nei rapporti morali. Pertanto ho redatto il seguente quadro, in cui figurano i soggetti eccezionali, nonché gli altri da proporsi

                                            Prima Classe

  1. Antonio Sinibaldi di Bernardo, attuale consigliere, di buona e morale condotta, capace di amministrazione in genere, subordinato alla superiorità, alquanto negligente per i suoi molti affari, e restìo a compromettersi per timore della cattivezza di persone turbolente, proprietario di molto bestiame, il quale per spirito altresì di ordine votò per l’approvazione del Preventivo, aderendo al Governatore, al Deputato Ecclesiastico, ed al Priore.
  2. Agostino Barbetti, riconosciuto debitore del Comune, per cui non può appartenere all’Amministrazione Comunale.
  3. Domenico Antonio Sagripanti, scemo, seguace per balordaggine di gente cattiva, con cui ha preso stretta relazione, che fa temere cattivo fine, incapacissimo di qualsisia amministrazione.
  4. Domenico Briglia, di condotta lusinghiera in apparenza, in fondo bastantemente immorale, familiare con gente perversa, tuttoché a lui nota, e congregata nella nota bottega, non guidato punto da buona volontà di operare il bene, che avversa in grado eminente contro il suo simile, ed avendo interesse diretto col Comune per una casa che maliziosamente ritiene, tergiversando circa le pigioni, che non ha mai pagato.
  5. Francesco Marotti, e Vincenzo figlio, pessimi soggetti.
  6. Giuseppe Sinibaldi, figlio di Nicola, di cui è amministratore Monsignor Vichi, dimorante fuori dalla casa paterna con separato patrimonio della moglie, indiviso di affari con il Padre e fratelli, soggetto di qualche criterio, e di buona volontà, presentemente di buona condotta, svistata alquanto da trascorsi giovanili, e da compagni cattivi, da cui si discostò per spirito di religione, e di riputazione.
  7. Luigi Laudi, attuale consigliere, usurajo sfacciato, cattivo soggetto, noto per l’attuale sconvolgimento comunitativo.
  8. Paolo Sagripanti, inabile per mancanza di età, legierissimo, e sospetto di essere raggirato dall’altrui arte maliziosa.
  9. Vincenzo Cola, alieno d’immischiarsi in cose Comunali, per sua quiete, a cui bada con sacrificio del proprio interesse.

                                                     Seconda Classe

  1. Luca Tardetti, attuale Priore Comunale, di buoni principj e costumi, di ottima condotta, premurosissimo del bene pubblico, docile, subordinato alla superiorità, attaccatissimo a Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Presidente, da cui fu apprezzato come soggetto utile all’Amministrazione Comunale, che lo ebbe ripetutamente a Priore, ed altre volte ad Anziano, e Consigliere.
  2. Matteo Pagliuca, sicurtà (nota: sicurtà=fideiussore) dell’Esattore Comunale, suo figlio, Pietro, di eccellenti costumi, di ottima condotta, esemplare padre di famiglia, anche come buono amministratore, istruito di cose Comunali, alle quali appartenne, o come Priore, o anziano, o Consigliere, o membro della Commissione Municipale nell’epoca dell’ultima restaurazione.
  3. Cipriano Rossi, quieto e pacifico soggetto, di buona morale, subordinato alla superiorità, di corretta condotta, svistata soltanto, oltre 15 anni sono, da carcerazione per rissa, da cui sortì non riconosciuto meritevole di condanna, proprietario di competente numero di bestiame.
  4. Antonio Benigni, benché illetterato, fornito di un certo criterio, di sana morale, di buona condotta, d’indole docile, subordinato, proprietario di non poco bestiame.

                                                          Terza Classe

  1. Paolo Sebastiani, giovane nubile di anni 27, buono, di principj e condotta irreprensibile, docile, subordinato, rispettosissimo, propenso al bene pubblico, non privo d’istruzione, di buone speranze, alla religione attaccatissimo.
  2. Mattia Cozzardi, giovane nubile, di anni presso che 30, di buoni costumi, non smentiti dalla di lui condotta, docile, subordinato, cognato del Priore Tardetti con cui convive unito d’interessi e di famiglia.

Riassumendo, propongo Antonio Sinibaldi di Bernardo; Giuseppe Sinibaldi di Nicola; Luca Tardetti Priore; Matteo Pagliuca, ed in di lui vece Mattia Cozzardi; Paolo Sebastiani, unitamente ad un Deputato Ecclesiastico.

                                                        Supplenti

Cipriano Rossi; Antonio Benigni, che però è sicurtà (=fideiussore) di Gio: Felice Sinibaldi affittuario del Macello a tutto il corrente anno, ond’è che aggiungo Gioacchino Briglia figlio di Domenico, vedovo con un figlio, Giuseppe Coleazza Priore della Compagnia di S. Antonio, della condizione sopra espressa di Cipriano Rossi, Sabatino Remedia, illetterato, religioso, ed onestamente industrioso, per cui costituì le sue competenti fortune; Luigi Pagliuca, quieto, pacifico, e buon padre di famiglia.

Altri non si nominano, sia perché debitori del Comune, o affittuari, o sicurtà solidale; o illusi, o facili ad essere sedotti dai tristi.

Potrebbe interpellarsi il Sig. Pietro Bassanelli, il quale potrebbe ripromettersi di Luigi Rossi, suo quartarino, custode del Palazzo Abbaziale.

Tanto dovea in esecuzione dei Veneratissimi ordini della P(…)a Vostra Illustrissima, e Reverendissima, a cui non lascio di raccomandare per Segretario Serafino Cola, mentre baciando con riverenza il Sagro anello passo con profondo rispetto a raffermarmi

Di Vostra P(…)a Illustrissima, e Reverendissima

Don Angelo Pescetelli Abate Ordinario

di San Paolo

                             Leprignano li 9 Luglio 1858

 

 

 

                                      Reverendissimo Devotissimo Obbedientissimo Servitore

                                                Carlo Sacerdote Barbetti Pro Vicario Foraneo

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