CAPENA: I COSTI DI UNA MONACAZIONE

Con atto rogato da un notaio campagnanese il 16 gennaio 1837 i fratelli Giacomo e Francesco Pagliuca, figli e coeredi del fu Sante, nati e domiciliati in Leprignano, possidenti, per trovare il denaro occorrente a saldare un debito di cento scudi con il Monastero di Sant’Oreste per la “dotazione” dovuta alla loro sorellastra (per la precisione sorella uterina, cioè figlia della stessa madre, ma di padre diverso) Suor Cherubina Cardari (Carderi), al secolo Angela Maria, monaca professa, vendettero ad Angelo Moretti del fu Nicola, anch’egli nato e domiciliato in Leprignano, possidente, tre pezzi di terra: 1) un terreno vignato, olivato, cannetato e macchioso in località Martolana, confinante da un lato con gli eredi della fu Caterina Laura, da altro lato con il Signor Francesco Marotti e da un altro lato ancora con stradella vicinale, esteso una quarta e uno scorzo (in tutto, quindi, cinque scorzi), di cui tre scorzi di terreno vignato e cannetato valutato 400 scudi al rubbio per un valore di di 75 scudi e due scorzi di terreno macchioso e olivato, valutato 60 scudi al rubbio per un valore di 7 scudi e cinquanta baiocchi, con 17 alberi di ulivi, gravato da un censo di cinquanta scudi a favore della Confraternita del SS.mo Crocifisso di Leprignano; 2) un terreno seminativo in vocabolo Pian Falceti, responsivo della quinta parte del prodotto al Monastero di San Paolo fuori le Mura di Roma, confinante da un lato con i beni degli eredi della fu Caterina Laura e da altri lati con il fosso e con lo stradone, esteso tre quarte e uno scorzo, soggetto al pascolo d’inverno e d’estate a favore dell’Università dei Bovattieri di Leprignano, valutato 70 scudi al rubbio, per un valore di 56 scudi e 87 baiocchi e mezzo, dei quali, defalcato il valore della servitù di pascolo, rimane di valore per il proprietario 18 scudi e 96 baiocchi; 3) terreno prativo di due scorzi, responsivo della quinta al Sacro Monastero di San Paolo fuori le Mura di Roma, in località la Fioretta, confinante da un lato con i beni di Don Carlo Baiocchi, dall’altro con Andrea Belardi, dall’altro con gli eredi di Ludovico Sacripanti, valutato 120 scudi al rubbio, con un valore complessivo di 15 scudi, soggetto al pascolo in tre stagioni a favore dell’Università dei Bovattieri di Leprignano, dei quali, defalcato il valore della servitù di pascolo, resta a favore del proprietario, cui rimane solo il diritto all’erba da falce, un valore di sette scudi e cinquanta baiocchi. L’atto viene rogato a casa del compratore Angelo Moretti a Leprignano in contrada “Piana Terra”, testimoni Francesco Marotti del fu Vincenzo, nativo romano, e Domenico Briglia del fu Gioacchino, di Fiano, ambedue domiciliati a Leprignano e possidenti.

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