CAPENA: ORIGINI E PRECEDENTI DEL TOPONIMO RURALE “SANTO SPIRITO”

Sulla destra della Provinciale Capena-Morlupo, usciti dal centro abitato di Capena in direzione di Morlupo, si trova una traversa che porta la denominazione di “via Santo Spirito”, la quale porta a una zona che nella campagna di Capena è contraddistinta appunto dal toponimo “Santo Spirito”, che nel linguaggio parlato locale suona talora “San Spirito”. Questo toponimo rurale capenate si spiega con i possessi che nel territorio di Leprignano aveva il “Venerabile Arciospedale di Santo Spirito in Sassia”, grande proprietario fondiario, e in particolare con uno dei fondi rustici che gli apparteneva nell’odierna Capena. Da un certificato che il 5 ottobre 1797 rilasciò il pro-segretario di Leprignano Giovanni Battista Vannelli del fu Antonio, da Collestatte diocesi di Spoleto, e che è conservato nell’archivio storico dell’ente ospedaliero in questione, risulta che nel “Catastro de Beni Rustici formato per ordine della gloriosa memoria dell’Immortal Papa Pio Sesto felicemente regnante” erano intestati all’Ospedale di cui si tratta i seguenti fondi siti in Leprignano:

– terreno in vocabolo Lombo dell’Asino, esteso un rubbio, tre stari e tre starelli, di cui un rubbio sodivo, due stari vignato e uno staro cannetato, confinante da un lato Rinaldo Savini, da un altro lato Tommaso Grassi e Marzia Mattoli;

– terreno in vocabolo Le Cese, esteso due quarte, due stari e uno starello, confinante da un lato Giustina Alei, da un altro lato Carlo Gualderini e la strada pubblica;

– terreno in vocabolo Fontana Rotonda, esteso tre quarte, due stari e tre starelli, confinante da un lato Francesco Moretti, da un altro lato gli eredi di Bernardo Barbetti;

– terreno in vocabolo Grotta Ponga, esteso un rubbio e una quarta, seminativo, confinante da un lato Niccola Bassani, Francesco Marotti e il fosso di Morlupo;

– terreno in vocabolo Monte San Lorenzo, esteso una quarta, di cui due stari vignati, uno cannetato e uno di sodo, confinante con gli eredi del fu Domenico Ramelli e con Roberto Savini;

– terreno in vocabolo Costa Fornace, esteso una quarta, vignato, confinante da un lato Pietro Barbetti, da un altro lato Sebastiano Santini, Cipriano Rossi e la strada.

Di questi sei fondi rustici, è il primo, cioè quello in località “Lombo dell’Asino” (toponimo oggi scomparso), che è all’origine del toponimo rurale capenate “Santo Spirito” o “San Spirito” (gli altri cinque terreni sono ubicati, come si evince dai toponimi, in altre parti del territorio capenate).

Se ne trova tra l’altro conferma in un atto notarile datato 25 novembre 1879, contenente “Inventario dei beni e delle passività del fu Giovanni Bernardoni”, nel quale, tra i fondi rustici di proprietà del defunto, che era passato agli eterni riposi il 31 agosto di quell’anno senza fare testamento, è annoverato un “terreno seminativo olivato e seminativo nudo, in vocabolo Santo Spirito, detto anche l’Olmo dell’Asino, di are trentotto”. Nel toponimo “l’Olmo dell’Asino” si riconosce una storpiatura dell’originario “Lombo dell’Asino” e il rogito notarile in questione registra una fase di passaggio, in cui al nuovo toponimo (“Santo Spirito”) ancora si accompagna la memoria del vecchio, sia pure storpiato (“Lombo dell’Asino”, diventato “l’Olmo dell’Asino”).

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