CAPENA: LA QUOTIZZAZIONE DI TERRE DI USO CIVICO DI TERRE DELL’UNIVERSITA’ AGRARIA IN LOCALITA’ “FELCIARELLE” E IN LOCALITA’ “PORTOLUPO” O “FIORETTA”, CON PREMESSA DI CARATTERE GENERALE SULL’ISTITUTO DELLA QUOTIZZAZIONE

Nel contesto di un’economia che all’epoca era ancora prevalentemente rurale, un capitolo di non trascurabile importanza nella storia di Capena dopo gli anni della seconda guerra mondiale è rappresentato dalla quotizzazione delle terre di demanio civico gestite dalla locale Università Agraria. La “quotizzazione” mirava a favorire la formazione di una piccola proprietà contadina, suddividendo ampi comprensori fondiari appartenenti al demanio civico gestito dall’Ente Agrario (o, laddove questo non esisteva, dal Comune) in quote che, se migliorate, potevano diventare di proprietà del concessionario e quindi da “demaniali” mutarsi in “allodiali”, ossia di privata proprietà del concessionario che le avesse migliorate. L’istituto della “quotizzazione”, già previsto nella legislazione preunitaria del Regno delle Due Sicilie o Regno di Napoli, nella quale comportava l’immediata attribuzione della piena proprietà al quotista, salva la corresponsione di un canone qualificato giuridicamente come “censo riservativo”, fu poi ripreso dalla legge nazionale in materia di terre di uso civico n. 1766 del 1927, che la disciplinò negli articoli 13 e seguenti e previde, a differenza dell’immediata attribuzione in proprietà contemplata dalla normativa napoletana, una concessione delle quote in enfiteusi, con possibilità, per l’enfiteuta, di affrancare il canone e diventare pieno proprietario in seguito all’accertamento delle migliorie che egli era tenuto ad apportare alle terre concessegli. Verso la fine del secondo conflitto mondiale, un decreto legislativo luogotenenziale, il n. 284 del 1944, rese più celeri le procedure della quotizzazione, prevedendo la concessione delle quote “in utenza con obbligo di miglioria” e la trasformazione del rapporto di utenza in enfiteusi perpetua dopo l’accertata realizzazione delle migliorie, e a detto decreto si richiamò l’Università Agraria di Capena per due quotizzazioni, che interessarono la prima alcune delle terre gestite dall’U.A. nel comprensorio delle “Macchie” (almeno fino al ‘700 detto “tenuta di Civitucola”, perché faceva in origine parte del territorio del castello di Civitucola, l’antica Capena preromana e romana divenuta in epoca medievale “Civitelluncula”, “Civitellucula”, “Civitatucula” e infine “Civitucula”, andato deserto e diruto nella seconda metà del XIV secolo) e la seconda le terre acquisite dall’Università Agraria in località “Felciarelle” con una permuta e, inoltre, una parte delle terre gestite dall’U.A. in località “Portolupo”, detta poi in tempi recenti “Fioretta” (un’altra parte delle terre gestite dall’U.A. in località “Fioretta” fu, invece, riservata, come è tuttora, all’uso collettivo, per il pascolo).

Venendo alla seconda quotizzazione, quella, cioè, che interessò le terre acquisite dall’Università Agraria in località “Felciarelle” e parte delle terre gestite dall’Università Agraria in località “Portolupo”, a partire dal ‘900 detta “Fioretta”, i passaggi furono i seguenti.

Con decreto datato 1° aprile 1948 del Commissario per la liquidazione degli usi civici per l’Italia Centrale, l’U.A. di Capena fu autorizzata a quotizzare ha 77.55.50 di terre in località Pantano, Portolupo e Fioretta, previa formazione di un piano di ripartizione in quote costituenti congrue unità colturali. Di questi ha 77.55.50, ha 55.37.50 erano in località “Pantano” e il resto era in località “Portolupo” (denominazione antica), detta anche, a partire dal secolo scorso, “Fioretta”.

Con due permute stipulate rispettivamente il 18 novembre 1948 e in data 17 marzo 1949, l’U.A. di Capena acquistò in tutto quarantasei ettari di terra in località “Felciarelle” in territorio di Fiano Romano, di cui ventisei avuti con la prima permuta dalla “Società Cooperativa Agricola del Mascherone” e venti avuti con la seconda permuta dalla “Immobiliare Tiberina S.r.l.”, alla quale erano stati venduti il 22 novembre 1948 da Leone, Vittorio ed Elisabetta Massimo.

Con decreto datato 3 giugno 1949 il Commissario per la liquidazione degli usi civici per l’Italia Centrale, su istanza del Presidente dell’Università Agraria di Capena, modificò il decreto del 1° aprile 1948: furono esclusi dalla quotizzazione gli ha 55.37.50 di terre in località “Pantano” (anche questo comprensorio, in prosieguo di tempo, come “Portolupo”, è stato denominato “Fioretta”) e in sostituzione di queste furono inclusi tra le terre da quotizzare i quarantasei ettari acquistati con permute dall’U.A. di Capena in località “Felciarelle” in territorio di Fiano Romano tra il 1948 e il 1949.

Intanto, dopo il primo decreto di autorizzazione alla quotizzazione in data 1° aprile 1948, il 24 maggio 1948 il Presidente dell’U.A. di Capena emanò un bando con il quale invitò a concorrere alla ripartizione tutti i cittadini che si ritenessero in possesso dei requisiti previsti dalla legge.

Con decreto in data 2 agosto 1948 il Pretore di Castelnuovo di Porto nominò la commissione che, prevista dall’art. 52 del regolamento per l’esecuzione della legge sugli usi civici approvato con regio decreto n. 332 del 1928, doveva esaminare le domande presentate per concorrere alla ripartizione.

Il piano di ripartizione, che interessava complessivamente 68 ettari di terre, prevedeva 134 quote da assegnare.    

Con proprie deliberazioni in data 10-11-12-17 agosto 1949 la Commissione nominata dal Pretore formò l’elenco degli assegnatari, con 134 ammessi e 222 esclusi.

Contro l’elenco formato dalla Commissione furono proposti 118 reclami, 29 dei quali furono accolti, sicché 29 degli assegnatari previsti nell’elenco originario furono sostituiti con altrettante persone il cui reclamo era stato accolto.

Con decreto in data 1° dicembre 1949 il Commissario per la liquidazione degli usi civici per l’Italia Centrale approvò l’elenco definitivo degli assegnatari.

La concessione in utenza avvenne infine in forza di decreto commissariale datato 20 aprile 1951.

Dal sopra richiamato decreto commissariale del 1° dicembre 1949 ricaviamo che i 134 assegnatari furono i seguenti:

Alei Danilo di Domenico

Alei Tommaso di Luigi

Alessandrini Francesco di Marino

Alessandrini Ippolito di Icilio

Antonazzi Giacomina di Luca

Antonazzi Elvio fu Antonio

Antonelli Nicola di Francesco

Archetti Sofia fu Candeloro

Antimi Luca fu Giacomo

Barbetti Angelo fu Carlo

Barbetti Luigi fu Luca

Barbetti Divio fu Bernardino

Barbetti Domenico di Marco

Barbetti Resmaldo di Marco

Barbetti Innocenzo fu Gesualdo

Barchesi Giacomo fu Tommaso

Benedetti Valerio di Giovanni

Benigni Ilio di Luca

Benigni Angelo fu Luigi

Betti Marcello fu Silvio

Betti Adriano fu Nicola

Betti Flaviano fu Nicola

Betti Francesco fu Marcello

Bizzarri Adelio di Giuseppe

Bizzarri Tommaso fu Camillo

Bizzarri Natalina fu Camillo

Bernardoni Giovanni fu Giuliano

Bernardoni Bernardo fu Giuliano

Brasili Adornino di Augusto

Brasili Rubaldo fu Americo

Bucci Mario fu Michele

Casati Virgilio fu Giuseppe

Cozzardi Lorenzo fu Giacomo

Carderi Francesco fu Luca

Ciarletta Francesco fu Antonio

Cacciatori Cesidio fu Emidio

Carratoni Alverio fu Angelo

D’Innocenti Aurelio di Orlando

D’Innocenti Armando di Costantino

D’Innocenti Ernesto fu Costantino

Di Maurizio Florido di Francesco

Di Marco Amedeo di Domenico

Di Giammichele Natale di Giuseppe

D’Alberti Artefio fu Zefferino

Di Giammichele Giuseppe fu Natale

Di Giovanni Pietro di Giovanni

D’Innocenti Agapito fu Benedetto

Di Stefano Domenico fu Gennaro

D’Ubaldi Vincenzo fu Benedetto

D’Ubaldi Duilio di Antonio

De Viti Giuseppe fu Silvestro

De Santis Sante fu Sabatino

De Mattia Ulderico fu Ulderico

Egidi Tommaso fu Raimondo

Felici Paolo fu Giovanni Battista

Forti Serafino di Vivenzio

Forti Lavinio fu Felice

Forti Massimo fu Felice

Forti Vivenzio fu Felice

Guidotti Francesco fu Antonio

Graziosi Romolo fu Guerrino

Galdenzi Alberto di Fortunato

Giancamilli Teresa vedova Prosperi

Gioacchini Domenico fu Silvano

Iena Giovanni di Antonio

Ilari Oreste fu Francesco

Laudi Francesco fu Enrico

Laudi Giovanni Battista fu Giuseppe

Laura Francesco fu Angelo

Laudi Arduino fu Giuseppe

Malatesta Alessandro di Giacomo

Malatesta Sergio di Serafino

Marconi Camilla di Cesare

Maurizi Augusto fu Pasquale

Maurizi Gino di Francesco

Maurizi Francesco fu Pasquale

Mercuri Simeone di Giuseppe

Marini Orizzonte fu Filippo

Moretti Lilio di Mariano

Manelli Pasqua ved. Casati

Malatesta Serafino fu Bernardino

Montereali Giuseppe fu Arcangelo

Montereali Romelia ved. D’Innocenti

Nanni Nando di Pio

Notari Giuseppe fu Domenico

Pagliuca Aristide fu Giuseppe

Pagliuca Leonardo fu Andrea

Pagliuca Salvatore di Matteo

Pagliuca Giuseppe fu Omero

Parucci Adolfo di Marino

Petrongari Sabino fu Agostino

Panunzi Francesco fu Nazzareno

Pompei Secondo fu Gualtiero

Piermarini Tito fu Giuseppe

Pietronzini Bartolomeo di Felice

Pelliccia Antonio fu Domenico

Propersi Gismondo di Roberto

Propersi Roberto fu Cesare

Pagliuca Matteo fu Matteo

Rossi Angelo fu Francesco

Rossi Giovanni di Ruggero

Rossi Guglielmo fu Antonio

Rossi Giovanni Battista di Ottavio

Rossi Ida fu Giovanni

Renzi Annibale fu Raffaele

Sacripanti Cesare fu Luigi

Sanguigni Olindo fu Domenico

Sestili Assirto fu Giovanni

Sestili Elio fu Totilio

Sinibaldi Carlo fu Nicola

Sebastiani Celeste fu Pietro

Sebastiani Carlo fu Pietro

Sebastiani Livio fu Pietro

Settimi Venanzio fu Serafino

Spaccatrosi Attila fu Augusto

Speranza Gaetano fu Nicola

Sanguigni Ilario fu Domenico

Santomo Francesco fu Luigi

Scacchioli Raffaele fu Ferdinando

Sestili Giovanni fu Primerio

Tamanti Antonio fu David

Tamanti Giuseppe fu David

Visca Pietro fu Andrea

Visca Giulio fu Orlando

Vecchiotti Girolamo fu Antonio

Venezia Lucantonio fu Basilio

Zaccardini Armando fu Francesco

Zuccherini Mariano fu Angelo

Zuccherini Pietro fu Angelo

Zerbini Augusta vedova D’Ubaldi

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