CAPENA: I PRIMI SINDACI DOPO L’ANNESSIONE DEL LAZIO AL REGNO D’ITALIA

Nei primi anni successivi alla “debellatio” dello Stato Pontificio nel 1870 e alla conseguente annessione del Lazio al Regno d’Italia la carica di Sindaco a Leprignano fu ripetutamente rivestita dalla famiglia Laudi. Quando il 14 giugno 1873 nel “Palazzo dei Monaci” fu stipulata la “Transazione tra il Venerabile Monastero di S. Paolo e l’Ill.mo Comune di Leprignano”, ultima delle transazioni tra l’Abbazia benedettina sulla via Ostiense e la Comunità capenate, a 256 anni di distanza dalla prima risalente al 1617, Sindaco di Leprignano era Luigi Laudi e Assessori della Giunta da lui presieduta erano Angelo Barbetti, avo paterno di “Sor Vincè”, e Francesco Marotti (quello della “salita di Morotti” o, a seconda della prospettiva, “scesa di Morotti”, all’epoca proprietario di quello che poi divenne il “palazzo dei Raggi”, il cui nonno e omonimo, nativo di Rocca Sinibalda, avvocato, era stato nel 1763 Governatore di Leprignano e quindi si era stabilito a Leprignano avendo sposato un’ereditiera del posto, proprietaria di quello che poi divenne il “palazzo dei Raggi”: cfr. “Spigolature capenati”, Roma 2003, pagg. 23-24). Quando il 15 dicembre 1879, per gli atti di un notaio castelnovese, il Comune di Leprignano divise con Giovanni Valgi i beni già spettanti alla cappellanìa della Madonna degli Angeli, della quale il Comune, sulla base delle disposizioni dettate nel testamento del 1701 con il quale era stata fondata la cappellanìa, era compatrono insieme con Domenico Antonio Pezza, che cedette la propria quota di diritti sui beni della stessa a Giovanni Valgi, Sindaco era Francesco Laudi, figlio del fu Luigi. Luigi Laudi aveva rivestito cariche municipali a Leprignano anche in epoca preunitaria: nel 1844-1845 era stato Priore, quindi a capo della Giunta dell’epoca; era stato anziano nella Giunta nominata il 1° aprile 1849 durante l’effimero periodo della seconda Repubblica Romana; fece anche parte della commissione municipale provvisoria che si riunì a Leprignano il 30 agosto 1849 dopo la restaurazione del potere temporale pontificio in seguito alla fine della seconda Repubblica Romana; fu nuovamente eletto Priore nel 1851, prendendo possesso dell’ufficio il 3 agosto di quell’anno e rimanendo nella carica fino al 1854, quando fu eletto nel novero dei Consiglieri; fu Anziano nella Giunta che s’insediò il 12 gennaio 1862 (per queste informazioni sulle cariche municipali, cfr. “Spigolature capenati”, Roma 2003, pagg. 114-116) Quando il 18 giugno 1874 fu rogato l’atto di svincolo dei beni della predetta cappellanìa, della quale il Comune di Leprignano era compatrono, l’ente locale era rappresentato da Serafino Cola come Assessore facente funzione di Sindaco (i Cola cui apparteneva il predetto Serafino, originari di Roma, discendenti da un Carlo nato a Roma nel 1766, che ai primi dell’800 fu affittuario generale dei feudi del Monastero di San Paolo, non devono essere confusi con i Cola proprietari di terre in Santa Marta, originari di Acquasanta Terme: cfr. “Studi capenati”, Capena 1998, pagg. 157-158; di Acquasanta erano originari anche i Laudi, il capostipite del cui ramo capenate, Francesco Antonio, padre del Luigi che divenne Sindaco di Leprignano in epoca postunitaria, si ammogliò con una leprignanese: cfr. “Studi capenati”, Capena 1998, pag. 168; si trattava di una famiglia di pastori benestanti, un cui membro, Orazio, aveva nella seconda metà del ‘700 preso in affitto vaste estensioni di terreni a pascolo nel territorio di Leprignano: cfr. “Studi capenati”, Capena 1998, pag. 168). Francesco e Giuseppe Laudi, figli del suddetto Luigi, erano, tra l’altro, proprietari dell’accasamento che oggi dà su largo Agostino Barbetti, numeri civici 1-2-3-4-5, nonché dell’ampio fondo rustico, con casale, confinante da un lato con la via pubblica oggi denominata via Piave. Dovettero poi avere problemi economici e, per debiti d’imposta, larga parte delle loro proprietà immobiliari fu venduta all’asta pubblica, in seguito alla quale fu aggiudicata, nel maggio 1893, al viterbese Leopoldo Palmerini.

Negli anni ’80 dell’800 divenne Sindaco di Leprignano Giuseppe Barbetti, figlio di quell’Agostino (1816-1884) di cui il Comune di Leprignano onorò la memoria con la lapide a lui dedicata apposta nel 1911 sulla facciata del suo palazzo avito in via IV Novembre.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in SINDACI A CAPENA. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...