NOTIZIE SULLA CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE A CAPENA

La chiesa di S. Maria delle Grazie in Leprignano fu costruita probabilmente in epoca tardomedievale, forse nel XIV secolo, e assunse la sua forma attuale non prima della seconda metà del XVII secolo: il termine post quem per la ristrutturazione, che le diede l’attuale assetto architettonico, è rappresentato da una visita pastorale del 1660, nella cui relazione viene descritta nella sua ubicazione attuale, ma con un aspetto del tutto diverso da quello odierno.

Da un testo intitolato “Delle chiese esistenti nella terra e territorio di Leprignano Abbazia di San Paolo fuori le Mura di Roma” (cfr. “Spigolature capenati”, Roma 2003, pag. 143) apprendiamo che nella chiesa di Santa Maria delle Grazie vi erano quattro altari: l’altare maggiore, dedicato all’Assunzione della Madonna, a carico della cappellania delle Grazie; l’altare del Santissimo Crocifisso, di giuspatronato della famiglia Sacripanti; l’altare di San Giovanni Decollato (ossia San Giovanni Battista), curato dalla confraternita/cappellanìa omonima; l’altare di Sant’Anna (madre della B. V. Maria), mantenuto da un legato pio di Maddalena Pagliuca.  

Dallo stesso testo sulle chiese nel territorio di Leprignano apprendiamo che vi era anche, tra le altre, una confraternita intitolata “delle Grazie” o “ della Madonna delle Grazie”, la quale dovrebbe identificarsi con quella a carico della quale era l’altare maggiore della chiesa omonima. La confraternita della Madonna delle Grazie fu, insieme con altre cinque confraternite locali, sospesa nel 1836 in seguito a visita pastorale dell’Abate di San Paolo (cfr. “Spigolature capenati”, Roma 2003, pag. 135) e quindi, ancora insieme con le altre medesime cinque confraternite del posto, soppressa con decreto emanato il 5 ottobre 1847 dal Vicario Generale dell’Abate di San Paolo (ivi, pag. 131) e contestualmente trasformata in cappellanìa.

Deve aggiungersi, quanto alle confraternite, che, tra le due che, a differenza delle sei di cui sopra, sopravvissero sino ad epoca postunitaria, vi è quella che, originariamente dedicata al solo Sant’Antonio Abate, fu eretta nuovamente nel 1752 dall’Abate di San Paolo e intitolata non solo a Sant’Antonio Abate, ma anche a Maria Vergine Assunta e al SS.mo Crocifisso (ivi, pag. 141: si ricordi che l’altare maggiore della chiesa di S. Maria delle Grazie è dedicato a Maria Assunta in cielo e che uno degli altari laterali era dedicato al SS.mo Crocifisso). La confraternita di Sant’Antonio Abate, del SS. Crocifisso e di Maria Vergine Assunta è quella che, nella Processione dell’Incontro, portava la “macchina” della B.V. Maria, mentre la confraternita del SS.mo Sacramento, e cioè l’altra delle due confraternite che sopravvissero alla soppressione del 1847 e all’eversione dell’asse ecclesiastico, è quella che, nella medesima Processione, portava la “macchina” del SS.mo Salvatore.

Con atto notarile datato 4 aprile 1921, il Priore della Confraternita del SS.mo Crocifisso e di Maria Santissima delle Grazie (che era dedicata anche a Sant’Antonio Abate, come sopra si è visto), Bernardino Corradini, previa conforme deliberazione dell’Assemblea dei Fratelli in data 1° agosto 1920, concesse a Pietro Quinzi e a Luigi Pagliuca “il permesso di scavare a loro spese il primo un ambiente da costruirsi per uso di sartoria, il secondo altro ambiente da costruirsi per uso di bottega di caffè rispettivamente a sinistra e a destra sottostanti la gradinata della chiesa di Sant’Antonio Abate in Leprignano” – locali che furono contestualmente concessi ai due predetti richiedenti in enfiteusi perpetua con un canone annuo di quindici lire ciascuno.  

Per quanto concerne l’altare laterale del SS.mo Crocifisso nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, esso era di giuspatronato della famiglia Sacripanti già al principio del ‘700. Con atto di ultima volontà datato 1° marzo 1711 agli atti di un notaio morlupese, Maria Felice Sacripanti del fu Benedetto dispose che il proprio corpo fosse sepolto nella chiesa di Santa Maria Assunta (ossia la chiesa poi comunemente detta di Santa Maria delle Grazie: si ricordi che il suo altare maggiore è dedicato appunto all’Assunzione della B.V. Maria) e destinò alla manutenzione dei suppellettili della Venerabile Cappella del SS.mo Crocifisso eretta nella chiesa di Santa Maria i frutti di un terreno boschivo in località “Le Pretare”, ciò facendo anche in conformità al desiderio del di lei defunto fratello Girolamo Sacripanti.

La cappellanìa sotto l’invocazione di Sant’Anna nella chiesa di Santa Maria delle Grazie fu istituita, con diritto di amministrazione nella famiglia Moretti, in conformità del testamento datato 15 maggio 1821 di Maddalena Alei (e non Pagliuca, come inesattamente riportato nel testo succitato sulle chiese nel territorio di Leprignano) e, ai sensi dell’art. 5 della legge 15 agosto 1867, fu svincolata con atto rogato il 18 giugno 1874 da Luigi Moretti in qualità di amministratore della pia istituzione fondata con testamento da Don Pietro Moretti e, ancora con testamento, da Don Giuseppe Moretti, fratello di Don Pietro – pia istituzione alla quale era stata unita la cappellanìa dedicata a Sant’Anna.

Non si hanno notizie specifiche circa l’altare laterale della chiesa di Santa Maria delle Grazie dedicato a San Giovanni Decollato e circa la confraternita omonima, che, secondo il succitato testo sulle chiese nel territorio di Leprignano, sarebbe sorta nel XVIII secolo, ma che non è menzionata né tra quelle sospese nel 1836 e soppresse nel 1847, né tra quelle sopravvissute sino ad epoca postunitaria (nel vigente catasto terreni di Capena vi era almeno un terreno intestato alla cappellanìa di San Giovanni Decollato, della cui effettiva esistenza, tuttavia, non si hanno riscontri al di fuori della scarna menzione che ne fa il testo succitato sulle chiese nel territorio di Leprignano).    

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