LE RADICI STORICHE DELLA “PROCESSIONE DELL’INCONTRO”, CHE SI SVOLGE A CAPENA LA SERA DEL 14 AGOSTO

Sergio I, che fu Pontefice dal 687 al 701, stabilì che in occasione delle quattro festività della B.V.M. (Natività, Presentazione, Annunciazione e Dormizione – quest’ultima in seguito denominata dell’Assunzione) si facesse (in Roma) una processione che partiva dalla chiesa di S. Adriano (si tratta della chiesa sul Foro Romano che Onorio I, Papa dal 625 al 638, aveva dedicato a un soldato romano che portava quel nome e che era morto martire nel 290 Nicomedia durante le persecuzioni volute dall’imperatore Massimiano) e terminava nella basilica di Santa Maria Maggiore.

Sotto il pontificato di Adriano I (772-795) la festa della Dormizione riceve, per la prima volta in Occidente, il titolo di “Assunzione di S. Maria”, come appare dal Sacramentario che il suddetto Papa inviò a Carlo Magno tra il 784 e il 791.

Queste feste provenivano dall’Oriente e da Roma si diffusero nell’Occidente. Avevano luogo la mattina prima della messa, salvo quella dell’Assunta, che aveva luogo nella notte del 14-15 agosto e che ben presto superò per importanza le altre feste mariane.

Nella processione romana (della Dormizione, detta poi dell’Assunzione già a partire dall’VIII secolo) della notte del 14 agosto era portata l’immagine “Acheropita” (=non dipinta da mano d’uomo). La prima testimonianza dell’esistenza dell’immagine “Acheropita” risale al pontificato di Stefano II (752-757), allorché il Papa, per allontanare il pericolo dell’invasione dell’Urbe da parte del re longobardo Astolfo, portò in processione nel 753 la sacra icona sulle sue spalle. L’immagine “Acheropita” ritrae il Salvatore (Cristo) che con la mano sinistra tiene il rotolo della Legge e con la destra benedice. Si è ipotizzato che essa sia di origine romana e che sia stata realizzata tra il 450 e il 550.

Proprio la connessione della processione romana nella notte tra il 14 e il 15 agosto con l’immagine “Acheropita” ha probabilmente contribuito alla crescita d’importanza della festa dell’Assunzione: Niccolò I, a metà del secolo IX, già metteva l’Assunzione alla pari con Natale, Pasqua e Pentecoste.

La più antica notizia relativa al fatto che l’immagine “Acheropita”, custodita nella cappella del “Sancta Sanctorum” nel Patriarchìo Lateranense, era portata in processione nella notte tra il 14 e il 15 agosto si ha in relazione al pontificato di Leone IV (847-855). Già al tempo di questo Pontefice, l’immagine in questione era, nella notte tra il 14 e il 15 agosto, portata alla chiesa di S. Adriano nel Foro Romano, vale a dire l’antica Curia del Senato Romano, trasformata in chiesa, e quindi a Santa Maria Maggiore, passando per San Lucia in Orfeo. La processione romana fece questa strada fino alla sua soppressione, al tempo di Pio V (1566-1572).

Nel Medioevo la processione notturna della vigilia della festa dell’Assunzione (quella romana, lunghissima, durava l’intera notte tra il 14 e il 15 agosto) si diffuse nel Lazio; cittadine e paesi della regione si procurarono una copia dell’Acheropita o comunque dipinti aventi lo stesso soggetto. Furono riprodotte l’immagine del SS.mo Salvatore e la processione: le piccole città, in particolare, cercavano in tutto il Lazio di gareggiare con l’Urne imitando l’ordine e il rito della processione, come anche l’immagine del Salvatore. Giovanni Marangoni, un erudito settecentesco, in un suo studio sulla cappella detta del “Sancta Sanctorum” e sull’immagine “Acheropita”, così intitola il capitolo XXVI di questa sua opera: “Come la processione annua coll’immagine del SS. Salvatore, nella vigilia dell’Assunta della B. Vergine, fu proibita dal pontefice S. Pio V. E come di essa in alcune città e terre ve ne sia rimasta memoria con farsi somiglianti Processioni con altre simili Immagini del Salvatore”.

Per quanto concerne l’“incontro” tra il Figlio e la Madre, anch’esso trae origine dalla processione romana, e precisamente dal fatto che l’immagine “Acheropita” del Cristo era portata alla basilica di Santa Maria Maggiore, ove dunque aveva modo di ritrovare la Madre. Un elemento della processione romana venuto talvolta meno nelle varianti paesane è quello della lavanda dei piedi del Cristo. A Tivoli, ad esempio, la processione della vigilia dell’Assunta prevede la visita del Salvatore alla Madre (elemento già presente nell’originale romano, come si è visto); a Subiaco, dove forse si ha un rito tra i più vicini all’“Incontro” capenate, Madre e Figlio si incontrano, in un’atmosfera di grande commozione popolare, sulla piazza della Valle, dove ha luogo la cosiddetta “Inchinata”.

La processione notturna del 14 agosto godette per secoli a Roma di rinomanza straordinaria per l’intervento delle autorità religiose e civili, per la grandissima partecipazione di popolo e per le sue caratteristiche. Col trascorrere dei secoli vi si introdussero non pochi abusi, come può avvenire in feste popolari notturne, tanto che, in epoca di Controriforma, Pio V la soppresse per Roma, ma essa continuò a vivere in alcuni paesi del Lazio.

Bibliografia:

Filippo Caraffa, “La processione del SS. Salvatore a Roma e nel Lazio nella notte dell’Assunta”, in “Lunario Romano 1976 – Feste e cerimonie nella tradizione romana e laziale”, a cura del Gruppo Culturale di Roma e del Lazio, pagg. 127-151

Padre Gabriele M. Roschini, “La Madonna secondo la fede e la teologia”, vol. III, Roma 1953, pag. 204 segg.

 

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