CHE COSA C’ERA TRE SECOLI FA NEL SITO DOVE OGGI SORGE LA TORRE DELL’OROLOGIO

Ai primi del ‘700 vi era, laddove oggi sorgono i locali della Torre dell’Orologio, un orto di proprietà di Giulia Capecchia, seconda moglie di Francesco Leonio (=Alei), il quale, nella propria assegna (=dichiarazione giurata) autografa del 22 novembre 1703 agli atti del catasto leprignanese formato in quell’anno, dichiara, tra i beni dotali della predetta sua consorte, un orto in vocabolo il Monte, confinante di sotto la fontana (quella di piazza del Popolo), davanti la strada (l’odierna via Montebello, prosecuzione di via Solferino, già “via del Monte Basso”) e da un lato Antonio Ciancarino.

La vigilia di Natale del 1712 Giulia Capecchia, per provvedere alle proprie necessità “in sua egestate et senectute”, vende l’orto di cui sopra a Don Dionisio e fratelli Ciancarini, eredi dell’Antonio Ciancarini proprietario di immobile confinante con l’orto dotale della Capecchia (si tratta dell’ultimo palazzo sulla destra a piazza del Popolo in direzione di via Silla, la proprietà dei quale pervenne nella seconda metà del ‘700 ai Pasqualoni, famiglia di origine accumolese nella quale, per via di matrimonio, si estinsero i Ciancarini di Leprignano, in mancanza di discendenza maschile).

Verso il 1720 la Comunità (=il Comune di Leprignano) chiede a Don Dionisio Ciancarini di voler concedere alla Comunità stessa il predetto sito venduto ai Ciancarini dalla Capecchia nel 1712, “per fabricarvi l’Archivio publico a beneficio della Communità”, proponendo una permuta con un sito di proprietà comunale in località “la Conca”, sino ad allora ingombro di “multissime immondizie, le quali da un secolo, e più l’occupavano”.

Sorge quindi una controversia tra Don Dionisio Ciancarini e la Comunità (ossia il Comune) di Leprignano, lamentando il Ciancarini che quest’ultima avesse intrapreso la costruzione di un edificio sopra il sito al Monte senza formalizzare la permuta i cui termini sono stati sopra riportati, sulla quale era stato raggiunto un accordo rimasto sul piano verbale.

Alfine, il Consiglio Comunitativo (=Comunale) di Leprignano approva il 10 marzo 1736 una proposta formulata da Nicola Sacripante per la chiusura della lite con Don Dionisio (=Dionigi) Ciancarini: a tenore di tale proposta, il Ciancarini avrebbe dovuto prendere in cambio del sito al Monte ceduto al Comune o una porzione di terreno comunale alla Conca da calcolarsi al valore “di scudo uno la canna”, al quale Luca Antonio Moretti aveva già comprato un’altra porzione di terreno comunale alla Conca per costruirvi un’abitazione; oppure, in alternativa, il Ciancarini avrebbe dovuto avere in cambio del sito alla Conca ceduto al Comune una somma di denaro.

(Cfr. “Studi capenati”, Capena 1998, pagg. 120-121).

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