LA SEPOLTURA DELLA CASA ALEI NELLA CHIESA DI SAN SEBASTIANO

Ulteriore riprova del legame tra la famiglia Alei e la chiesa di San Sebastiano è in un testamento di Antonio Alei del fu Carlo – testamento di dieci anni precedente a quello di cui si è già fatta menzione in un precedente post. Questo altro testamento di Antonio Alei del fu Carlo è anch’esso, con la data del 16 marzo 1730, agli atti di un notaio morlupese, come quello del 1740. Vi si legge che il testatore “ad effetto doppo (sic) la di lui morte non naschino liti tra suoi successori, ha stabilito fare questo suo ultimo nuncupativo testamento, che per raggion civile si chiama senza scritti […] Il corpo suo doppo sarà fatto cadavere vuole, ordina, e comanda sia sotterrato nella venerabile Chiesa di San Sebastiano in detta terra di Leprignano nella sepoltura della casa Alei […] terminati che saranno cinque anni dal dì della morte di esso testatore, siano tenuti l’infrascritti suoi eredi di comprare un censo in sorte di scudi venticinque, ed assegnarlo alla venerabile Cappella di Santa Croce esistente nella chiesa di San Sebastiano di detto luogo spettante essa cappella alla casa Alei e i frutti del quale, che ogni anno si esiggeranno, dovrà il cappellano di essa cappella che di quel tempo sarà, e quelli che pro tempore saranno celebrarne, o farne celebrare tante messe in essa cappella per l’entrante quantità ogni anno in perpetuum […] per suffraggio dell’anima di esso testatore“. Nel testamento è menzionata la moglie del testatore, Maria Tranquilla Rossi; circa il figlio sacerdote, Don Carlo Alei, si dispone che “sia contento del patrimonio assegnatogli […] a causa che […] per le sue cattive procedure, e poco rispetto che esso signor Don Carlo ha portato, e porta ad esso testatore suo padre et alla signora Maria Tranquilla Rossi sua madre, restandone essi genitori malsoddisfatti, e molto malcontenti, conforme è noto, e manifesto a tutti della sudetta terra di Leprignano, e particolarmente alli vicini di casa, perciò detto testatore suo padre lo priva della sua eredità“. Il testatore nomina erede usufruttuaria di tutti i suoi beni la consorte Maria Tranquilla Rossi, sua vita naturale durante e finché vesta i panni vedovili; istituisce eredi proprietari universali in parti uguali i figli Valentino, Domenico Marco, Mariano, Paolo e Filippo Aniceto.

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