IL TESTAMENTO DI MARCO BARBETTA

Con testamento scritto dall’arciprete e vicario foraneo di Leprignano Don Antonio Sbraca il 2 settembre 1750 e due giorni dopo consegnato negli atti di un notaio morlupese, Marco Barbetta dispone dei propri beni per il tempo successivo alla sua morte. Egli istituisce eredi universali i figli Tommaso Antonio e Pietro, in parti eguali tra loro; ad una figlia monaca conversa nel Monastero di Santa Marta in Roma lascia quattro scudi all’anno vita natural durante; cento scudi una tantum sono lasciati all’altra figlia Maria Felice Barbetti, moglie di Giovanni Mola; venti scudi una tantum al nipote (ex filia, probabilmente) Giuseppe Gaggini.

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