CONTRIBUTI PER UNA STORIA DELLA PROPRIETA’ FONDIARIA A CAPENA (GIA’ LEPRIGNANO): RICOSTRUZIONE DI VICENDE ATTINENTI AL TERRENO DISTINTO NEL CESSATO CATASTO RUSTICO DI CAPENA DAL MAPPALE 2202 DELLA SEZIONE II

Nel catasto rustico di Leprignano datato 1861 (propriamente “Matrice provvisoria di Catasto compilata in base alle verificazioni di proprietà operate in campagna, ed apprestata per la successiva formazione del Catasto rustico con l’estimo riveduto”, datata 25 maggio 1861), il mappale 2202 della sezione II di Leprignano, che contrassegna un terreno seminativo di 12970 mq. in località Macchiatonda, è iscritto alla partita n. 168, intestata a Graziosi Lorenzo fu Paolo. Nel trasporto n. 61, il mappale in questione, in seguito a istanza n. 105 del 20 ottobre 1871, viene, per successione a Graziosi Lorenzo, intestato a Graziosi Oreste, Quirino e Romolo fu Lorenzo; quindi, per successione a Graziosi Romolo, viene intestato a Graziosi Oreste e Quirino fu Lorenzo, in seguito a voltura n. 2 del 2 gennaio 1888. Nel trasporto n. 742 il mappale di cui si tratta viene, per successione a Graziosi Oreste defunto il 1° marzo 1905, intestato a Graziosi Quirino fu Lorenzo e a Graziosi Romana fu Oreste, in seguito a voltura n. 161 del 3 aprile 1920; ancora nel medesimo trasporto, lo stesso mappale viene, per successione a Graziosi Romana fu Oreste defunta il 10 agosto 1918, intestato a Graziosi Quirino fu Lorenzo e a Rotili Giuditta fu Giovanni figlia di Romana Graziosi, con voltura n. 82 del 23 marzo 1920 (detta voltura è nel trasporto riportata dopo la n. 161 del 1920, in quanto determinata da un fatto successivo a quello che ha dato causa alla voltura n. 161, la quale, pur essendo posteriore nella data alla n. 82, dipende da un evento precedente). Quindi, per successione a Graziosi Quirino il mappale 2202 viene, in seguito a voltura n. 223 del 17 giugno 1922, intestato nel trasporto n. 1289 a Graziosi Rosa, Romolo, Esterina, Ilde, Zenaide e Altideo fu Quirino per metà e a Rotili Giuditta fu Giovanni per l’altra metà; successivamente, in seguito a voltura n. 20 del 13 gennaio 1928 il mappale de quo viene intestato nel trasporto n. 1470 a Rotili Giuditta, cui viene assegnato in sede di divisione con atto a rogito del notaio Tuccari in data 27 novembre 1927. Con permuta a rogito del notaio Capasso in data 26 agosto 1941, il terreno individuato dal mappale 2202 viene ceduto ad Amati Alberico, cui viene intestato nel trasporto n. 1878, in seguito a domanda n. 84 del 1942 e a conseguente voltura n. 31 del 1946.
Il terreno distinto nel cessato catasto di Capena con il mappale 2202 della sezione II deriva da quello che fu assegnato in dote il 10 maggio 1789 a Rosa Maria Santini promessa sposa di Paolo Graziosi, padre del Lorenzo Graziosi intestatario del terreno distinto con il mappale 2202 nel catasto del 1861: “Essendosi per la Dio Grazia conclusa, e stabilita parentela fra li Signori Paolo Graziosi figlio del quondam Pangrazio Graziosi, e l’onesta zitella Rosa Maria figlia del Signore Sebastiano Santini, e Rosana Carderi […] il sudetto Paolo promette di prendere per sua legittima sposa la sudetta Rosa Maria, e con quella consumare il Santo Matrimonio come sopra, ed acciò il sudetto Paolo sposo possa più facilmente sostenere il peso matrimoniale […] Sebastiano Santini Padre, e Rosana Carderi Madre della detta sposa assegnano, e promettono dare per dote, ed in nome di dote l’infrascritti beni stabili, e mobili”, tra i quali “un pezzo di terreno seminativo di quantità quarte sei responsivo al Sagro Monastero posto nel Territorio di Leprignano in vocabolo Macchia Tonda confinante con il Signore Giovanni Sinibaldi, e Mariano Savini”.
Nella perizia datata 18 giugno 1792 degli agrimensori Alessandro Ricci e Pietro Paolo Qualeatti figurano tre privati possessori di terre in località “Macchia Tonda”: Sebastiano Santini (il quale in realtà – come si è visto – aveva già assegnato il suo terreno a titolo di dote alla figlia Rosa Maria), Luca Moretti ed Egidia Barbetti [nn. 39, 41 e 42 del “Ristretto B” della perizia].
Nel catasto rustico piano del territorio di Leprignano datato 1778 assegnano terreni in località “Macchia Tonda”: Sebastiano Santini [c. 550v; lavorativo di un rubbio, confinante con Giovanni Sinibaldi e i beni comunitativi (questi ultimi sono da identificarsi con la “Macchia Cedua” descritta al n. 40 della perizia Ricci-Qualeatti del 1791-92 e ceduta in piena proprietà al monastero di San Paolo in seguito alla “Concordia” del 1789)]; Mariano Savini (c. 519r; mezzo rubbio, confinante con Carlo Antonio Aloisii, Giovanni Sinibaldi e Sebastiano Santini); don Mariano Moretti (c. 304v; lavorativo di un rubbio e due quarte, confinante con Pietro Barbetta, il territorio di Morlupo e i beni della Comunità di Leprignano, questi ultimi da identificarsi con la “Macchia Cedua” descritta al n. 40 della perizia Ricci-Qualeatti del 1791-92 e ceduta in piena proprietà al monastero di San Paolo in seguito alla “Concordia” del 1789).

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