CONTRIBUTI PER UNA STORIA DELLA PROPRIETA’ FONDIARIA A CAPENA (GIA’ LEPRIGNANO): RICOSTRUZIONE DI ALCUNE VICENDE ATTINENTI AL TERRENO DISTINTO NEL CESSATO CATASTO DI CAPENA DAL NUMERO MAPPALE 2214 DELLA SEZIONE II

Nel catasto rustico di Capena (allora Leprignano) datato 1861 – propriamente “Matrice provvisoria di Catasto compilata in base alle verificazioni di proprietà operate in campagna, ed apprestata per la successiva formazione del Catasto rustico con l’estimo riveduto”, datata 25 maggio 1861 – il mappale 2214, individuante un terreno seminativo di 22640 mq. in località “Boschetto”, è iscritto alla partita n. 244, intestata a Rossi Giovanni Battista fu Giovanni come beni dotali di Foscarini Cecilia fu Giuseppe; con voltura d’ufficio per stralcio dotale in data 1° luglio 1877, il mappale in questione è intestato nel trasporto n. 209 a Foscarini Cecilia fu Giuseppe in Rossi. Quindi, in seguito a istanza n. 5 del 27 gennaio 1881, il terreno viene volturato a favore del cavalier Francesco Pagnani (trasporto n. 403 bis), che lo aveva acquistato con atto a rogito del notaio in Castelnuovo di Porto Antonini in data 14 dicembre 1880; il mappale in questione viene quindi iscritto alla partita n. 348, intestata a Pagnani cav. Francesco e a Pagnani Ubaldina, per erroneo carico fatto con la voltura n. 5 del 27 gennaio 1881; per successione a Francesco Pagnani defunto il 10 settembre 1887, il mappale viene successivamente intestato a Pagnani Giuseppe e Pietro proprietari per 6/8, Pagnani Maria ed Elena fu Francesco proprietarie per 2/8, con usufrutto di legge a Fusconi Luisa di Panfilo vedova Pagnani.

In seguito ad atto di divisione rogato il 24 novembre 1892 dal notaio romano Vincenzo Giorgi, con istanza num. 5 del 20 gennaio 1893 il mappale 2214 fu intestato insieme con altri nel trasporto n. 618 a Pagnani Giuseppe e Pietro proprietari di 6/8, Maria ed Elena fu Francesco proprietarie di 2/8 e a Fusconi Luisa di Panfilo come usufruttuaria legale, e quindi a Paradisi Ignazio fu Vincenzo nel trasporto n. 659, per aggiudicazione con sentenza datata 23 giugno 1893 del Tribunale Civile di Roma; il terreno distinto dal mappale 2214 fu quindi intestato a Paradisi Adelaide nel trasporto n. 1037 con voltura num. 292 del 5 novembre 1913, in seguito ad atto di divisione rogato il 30 agosto 1913, rep. n. 2619, dal notaio Seri Molini.

 A seguito di successione apertasi il 29 marzo 1931, il mappale in questione viene intestato a Moscatelli Alessandro di Giovanni, con voltura n. 158 del 28 maggio 1934. In data 18 aprile 1936 il mappale 2214, a seguito della modificazione delle circoscrizioni territoriali comunali di Capena e di Castelnuovo di Porto disposta con r. d. l. 7 marzo 1935, n. 264, venne frazionato d’ufficio in un subalterno 1, esteso 16140 mq., e in un subalterno 2, esteso 6500 mq., il primo dei quali passò a Castelnuovo di Porto, mentre il secondo continuò a far parte del territorio di Capena.

Il mappale 2214/2 fu quindi intestato con voltura n. 103 del 14 maggio 1936 a Paradisi Angelo (trasporto n. 1661), che aveva acquistato il fondo in questione dal Moscatelli con atto a rogito del notaio Rosa in data 4 aprile 1936.

Con atto rogato il 28 gennaio 1939 dal notaio in Roma Raoul Guidi, rep. n. 21774/5547, Angelo Paradisi vendette ad Alberico Amati un cospicuo insieme di fondi, tra i quali quello distinto con il mappale 2214/2 della sezione II di Capena, che fu intestato all’Amati nel trasporto n. 1710 con voltura n. 89 del 14 aprile 1939.

Circa la storia del terreno distinto con il mappale 2214 della sezione II in epoca anteriore alla revisione catastale del 1861, si può richiamare un atto di divisione datato 17 agosto 1823, nel quale si legge: “Essendo nate delle questioni tra li Signori Sebastiano, e Giuseppe Fratelli Foscarini sull’interessi della di loro Casa Commune, e volendo dar fine, e porre rimedio a dette questioni, li sudetti dopo le dovute discussioni fatte fra essi sulli medesimi interessi, e colla mediazione de’ loro Amici, e Parenti, di consenso reciproco fu risoluto di procedere alla divisione generale di tutti i di loro capitali, e beni tutti della loro eredità” e furono quindi assegnati tra l’altro a Sebastiano “Due pezzi di terreno responsivi a detto Monastero di San Paolo della quinta cioè a Monte Scarzichicchio rubio mezzo confinante con Bernardo Sinibaldi, ed il detto Monastero di valore scudi cinque, ed al Boschetto quarte sei confinante con la detta Maria Angela Foscarini, ed il territorio di Castelnuovo di Porto di valore scudi otto”.

Nella perizia redatta nel 1792 dall’agrimensore Alessandro Ricci figurano quattro privati possessori di terre nella tenuta di Vaccareccia in località “il Boschetto”: Mariano Savini, Gabbrielle Alouisi, eredi di Domenico Pezza e Anna Maria Foscarini (nn. 43-46 del “Ristretto B” delle perizia).

Nel catasto rustico piano del territorio di Leprignano (1778) assegna un terreno lavorativo di un rubbio, due quarte e mezza in località “il Boschetto” Sebastiano Foscarini (c. 231v).

Il 9 aprile 1755 il reverendo don Mariano Moretti del fu Egidio, tanto in nome proprio quanto in nome e per conto dei suoi fratelli germani Pietrantonio, Angelo e Innocenzo come eredi del fu Giuseppe Moretti, prende possesso di quattro rubbia e mezzo di terre seminate a grano dal fu Giuseppe Moretti e appartenenti a Lucantonio Moretti, site “in territorio Lepriniani vocabulo il Boschetto, o sia Monte di Zio Paolo”, a confine con “ab uno [cum] bonis, seu silvis Communitatis Lepriniani, et ab alio [cum] bonis Caroli Antonii Aloisii”. E’ qui attestato un vasto possedimento di privata proprietà nella tenuta di Vaccareccia in località “il Boschetto”, toponimo che anche nel catasto gregoriano contrassegnerà terre comprese in detta tenuta; le “selve” della Comunità di Leprignano menzionante come confinanti con il fondo spettante a Lucantonio Moretti vanno identificate con quelle che nel catasto gregoriano saranno contrassegnate con il mappale 2215 della sezione II di Leprignano, anch’esse infatti rientranti nella zona designata toponomasticamente come “il Boschetto”. Il passaggio di parte almeno del terreno dei Moretti in località “il Boschetto” ai Foscarini si spiega con l’imparentamento tra le due famiglie: in uno stato delle anime di Leprignano datato 1753, infatti, a capo del nucleo familiare censito con il numero 131 è Domenica del fu Giovanni Crisostomo Moretti vedova del quondam Giuseppe Foscarini (con essa, della famiglia fanno parte i figli Scolastica, Francesca, Sebastiano e Antonio Foscarini). L’assai esteso (quattro rubbia e mezzo) possedimento menzionato nel rogito del 1755 si frazionerà poi nei diversi appezzamenti che nel catasto gregoriano risultano siti nella tenuta di Vaccareccia in località “Boschetto” e che sono contrassegnati con i mappali 2212, 2213, 2214 e 2223 della sezione II di Leprignano.

Il fondo di proprietà del Moretti si era costituito a seguito di acquisti da altri privati: è quanto si evince da un atto notarile datato 27 gennaio 1745, con il quale Michelangelo Cozzardi del fu Paolo vende a Lucantonio Moretti del fu Giovanni Crisostomo “unum petium terrae laborativum capacitatis unius rubri cum dimidio gravatum […] canone quintae […] favore Venerabilis Monasterii S. Pauli de Urbe positum in hoc territorio Leprignani in vocabulo Vaccareccia, seu il Boschetto”.

 

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