IL TESTO DI UNA TRANSAZIONE STIPULATA NEL 1760 TRA IL MONASTERO DI SAN PAOLO FUORI LE MURA E ALCUNI “PARTICOLARI” DELLA TERRA DI LEPRIGNANO, ODIERNA CAPENA

Essendo, conforme a me Notaro, e Testimonij infrascritti si espone, e narra, come nell’Anno 1752 per parte del Sagro Monastero di S. Paolo nella Curia Laicale di Leprignano fosse fatta istanza contro li Signori Paola Santolini, Tomasso Antonio Barbetti, Mariano Moretti, Moderato Bizzarri, Giacomo Picconi, e l’Eredita’ di Paolo Alei per la recognizione in Dominum, o sia assegna di diversi Beni responsivi al medesimo Sagro Monastero in conformita’ della Descrizzione fatta nel Catastro rinovato l’Anno 1746, e dalli sudetti acquistati per qualunque Contratto, e posti, ed esistenti parte nella Terra e Dominio di Leprignano, e parte nelle Tenute di Vaccareccia, Scorano, Civitucola, ed altre concesse alla Comunita’, ed Uomini di detta Terra dell’anno 1617, come per Istromento rogato dal Celli oggi miei…ed a tal effetto sotto il dì 30 Ottobre di detto Anno 1752 fosse rilasciato il Mandato de gravando contro li sudetti Acquirenti, e Possessori, dal quale successivamente li medesimi ne interponessero l’Appellazione avanti Monsignore A. C. de Zelada per gl’atti del Jacobuzij, il quale non solo confermasse il detto Mandato de gravando, ma…tamquam in prima rilasciasse il Mandato Esecutivo per li Laudemij pretesi da detto Sagro Monastero per causa dell’alienazione dei sudetti Beni, come risulta dalla Sentenza, e Decreti emanati per detti atti sotto il dì 13 Febraro 1754…

Essendo ancora, che dalla sudetta Sentenza, e Decreti li detti Particolari domandassero l’Appellazione in Piena Segnatura, e la medesima sotto il dì cinque Settembre 1754 a relazione di Monsignore Illustrissimo, e Reverendissimo Ranuzzi rescrivesse = Quoad exequatur alteri, in reliquis si quid exequendum, ed in seguito di tal rescritto restasse di poi commessa la causa a Monsignore Illustrissimo e Reverendissimo Simonetti il quale sotto il dì 17 Settembre 1755 confermasse ambi li detti Decreti di Monsignore A. C. Zelada, ed il primo Giudicato della Curia Laicale di Leprignano, come risulta per gl’atti dell’Archivio, ali quali…

Sia inoltre, che pendente la Supersessoria ottenuta dagl’anzidetti soccombenti per ricorrere in Piena Segnatura ad effetto d’ottenere ulteriore appellazione dal detto Giudicato di Monsignore Simonetti, per parte di detto Sagro Monastero fosse nell’anzidetta Curia Laicale di Leprignano introdotto un nuovo simile giudizio per costringere quaranta tre Particolari a far la recognizione in Dominum, o sia ad esibire l’assegna nel Catastro di detto Monastero, e nel tempo stesso a pagare il Laudemio per li Beni dai medesimi acquistati, e rilasciatosi secondo l’istanze promosse, il Mandato Esecutivo per il Laudemio, e de gravando per l’esibizione dell’Assegna, o sia ricognizione in Dominum contro li Signori Nicolo’ Sagripanti, Giuseppe Cardari, Carlo Gualdarini, Domenico Mattei, Angelo Rossi, Sisinio Pezza, Santi Grazia, Giuseppe Pandolfi, Ascenzo Rocconi, Antonio Ison, Eusepio Venturini, Francesca Consoli, Domenico, ed altri Rossi, Anna Maria Moretti, Pietro Antonio Moretti, Luca d’Innocenzo, Domenico Azzimati, Andrea Boccacci, Ippolito Rota, Achille Zaccaria Moretti, Francesco Sinibaldi, Pietro Gaggini, Luca Sinibaldi, Carlo Antonio Tolomei, Tomasso Bizzarri, Pietro Amici, Angelo Colletta, Simone Felici, Paolo Martini, Benedetto Betti, Leone Oldani, Antonio Benigni, Nicola Martini, Bernardo Fattori, Matteo Pagliuca, Francesco Betti, Gregorio Sinibaldi, Gioacchino Venerati, Domenico Antonio Sebastiani, Marco Antonio Cozzardi, Pietro Barbetti, e Biagio Azzimati fosse proceduto contro alcuno dei medesimi alla spedizione, ed esecuzione dei Mandati, come risulta per gl’atti di detta Curia di Leprignano, e dai Processi prodotti in Sagra Rota avanti Monsignore Paracciani sotto il dì (spazio vuoto nel testo) 1756, alli quali…

Sia altresi’, che per evitare l’ulteriori esecuzioni delli sudetti Mandati, tutti li nominati Quaranta tré Particolari appellassero avanti Monsignore A. C. met per gl’atti del Jacobuzij, e benché avanti il medemo Giudice avessero contestata la Lite colla produzzione di molti Processi, ed altre Scritture, con tutto ciò unitisi con detti Signori Paola Santolini, ed altri particolari anzidetti facessero Istanza avanti Monsignore Uditore della Segnatura per l’unione di dette cause, e che questa si rimettesse alla Sagra Rota, unitamente con l’altra già decisa dal detto Monsignore Simonetti, e propostasi per tal’effetto nel Tribunale della piena Segnatura due distinte Commissioni a relazione di Monsignore Macedonio sotto il dì 12 Febraro 1756 emanasse il rescritto cioè alla prima commissione = Quoad exequatur Alteri, qui ad legitimam, in reliquis eidem, qui ad ulteriorem legittimam, et amplius = Ed alla Seconda = Eidem Auditori Rotae in statu, et terminis, et cum facultatibus A. C., et amplius.

In seguito dei quali rescritti fosse poscia commessa la Causa alla Sagra Rota avanti Monsignore Illustrissimo, e Reverendissimo Paracciani, dal quale fossero coerentemente agl’anzidetti rescritti sottoscritti tre separati Dubij, cioè due rispetto a Paola Santolini, ed altri cinque Litiganti uno riguardante li pretesi Laudemij, concepito = An sit procedendum ad legittimam = e l’altro riguardante le pretese Ricognizioni in Dominum = An sit procedendum ad ulteriorem legittimam = ed il terzo riguardante li detti quaranta tre Novelli Litiganti = An sit locus recognitionibus in Dominum, et solutioni Laudemiorum, ita ut sint relaxanda Mandata.

E propostisi detti tre Dubij nella Rota dei 5 Luglio 1756 in contumacia d’esso Sagro Monastero emanasse la risoluzione favorevole in tutti tre detti Dubij alli sudetti Particolari di Leprignano, mediante il rescritto = Negative = come dalle Decisioni, che si consegnano a me Notaro per inserirle nel presente Istromento del tenore…

E propostasi la Causa nella Rota dei 21 e 23 Marzo 1757…la detta Sagra Rota rescrivesse = Quoad Bona subjecta annuae responsioni quintae, et Sextae iterum proponantur, et videant quintus, Sextus, et Septimus in reliquis in Decisis = come da altre Tre decisioni, che si danno come sopra per inserirsi del tenore…

E ripropostesi le Cause sudette super resolutis, et super reservatis nelle Rote dei 26 29 e 31 Gennaro 1759 fosse rescritto in quanto alli Beni responsivi nella quinta, e Sesta parte de Frutti = Recedendum a Decisis et in reliquis in Decisis = con haver la Sagra Rota riservata la liquidazione dei pretesi Laudemij, come dalle respettive Decisioni, che si danno a Me Notaro per inserirle come sopra del tenore etc.

In tal stato di cose avendo li detti Particolari bastantemente compreso il grandissimo danno, e pregiudizio, che dalla sudetta Lite gli e’ derivato, percio’ abbino supplicato, e fatto supplicare l’Illustrissimo, e Reverendissimo P. Abbate D. Sisto Rocci, acciò si volesse degnare di venire ad un’onesta composizione, e Concordia, stanti le quali Suppliche, e preghiere il detto Reverendissimo P. Abbate, e tutti li Reverendissimi P. P. di detto Sagro Monastero siano condiscesi di venire ad una onesta, e durevole Transazione colli seguenti patti, capitoli, e Condizioni cioè.

Primo= Che si debba ricedere, e rinunciarsi hinc inde alla lite, e Liti sudette, e condonarsi hinc inde le spese, ed in appresso osservarsi quanto con la presente transazione e Concordia viene stabilito, e convenuto

Secondo. Che nella Concordia da stipolarsi restino solamente compresi quelli Particolari, li quali hanno sostenuta la Lite per impugnare la Ricognizione in Dominum, o sia l’Assegna, ed il pagamento del Laudemio per li Beni responsivi dai medesimi acquistati dopo seguita la rinovazione del Catastro dell’Anno 1746.

Terzo= Che detti Particolari devino esser tenuti di dare dentro il Mese di Ottobre prossimo futuro l’Assegna nel Catastro di detto Sagro Monastero indistintamente di tutti li Beni responsivi al detto Sagro Monastero per qualunque contratto di alienazione pervenutagli, dopo seguita la rinovazione del Catastro dell’anno 1746 e posti tanto nel Ristretto, o sia Dominio, e Terra di Leprignano, quant’anche nei Castelli diruti di Civitucula, Vaccareccia, e nell’altre Tenute descritte nell’Istromento di Concordia rogato negl’atti miei li 23 Decembre 1617 nella forma stessa, colla quale fu data l’assegna dalli precedenti immediati Possessori, con che l’assegna dei Beni responsivi a soldi, Polli, e mosto si debba fare dai detti Particolari a solo fine, che il Sagro Monastero abbia la notizia dei Beni sottoposti a detti pesi, e delle Persone, che quelli devono pagare, e non altrimenti etc.

Quarto= Che per dare la detta Assegna da registrarsi nel detto Catastro li detti Particolari non siino tenuti di pagare cosa alcuna al Notaro, che si rogherà di tal’atto, ma al pagamento della mercede dovuta al medemo debba soggiacere il Sagro Monastero.

Quinto= Che per li Beni esistenti nel Ristretto, o sia Dominio, e Terra di Leprignano responsivi a Soldi, Polli, Denari, e Mosto per causa dell’alienazione dei medesimi, ed acquisto fatto dai detti Particolari, non sia dovuto alcuna sorte di Laudemio al Sagro Monastero, se non resterà verificato, che detti Beni, o alcuno dei medemi sia stato concesso per ragione di contratto Enfiteotico, o per titolo di Locazione con la condizione di pagare il Laudemio, e qual’ora resti provata la Concessione Enfiteotica, o la Locazione con il detto Patto, il Laudemio non debba pagarsi nella somma di scudi due per cento, come dalla disposizione di ragione viene prescritto, ma nella sola somma di baj: cinquanta per qualsivoglia fondo alienato, ancorche il valore del medemo ascendesse a qualsivoglia somma maggiore di scudi cento.

Sesto= Che per li Beni responsivi della Quinta, e Sesta Parte dei frutti compresi nella Concessione, e Concordia dell’Anno 1617 oltre l’assegna da farsi come sopra s’è detto, la quale debba considerarsi, ed haver vigore dell’effettiva Ricognizione in Dominum relativamente, e solamente ai detti Beni responsivi della quinta, e sesta parte dei frutti espressi in detta Concordia, li detti Particolari alienatarij, e compratori siano tenuti di contemporaneamente pagare il Laudemio nella sola somma di baj: cinquanta per l’alienazione dell’utile Dominio di qualunque Terreno acquistato, essendo in tal Somma stato liquidato amichevolmente detto Laudemio.

Settimo= Che si debbano restituire li Pegni fatti a tutti quelli Particolari, ai quali sono state eseguite le Gravatorie, o in virtù di Mandato de gravando, o d’altro qualsivoglia Mandato.

Ottavo. Che con la Concordia da stipolarsi non s’intenda approvato il Dominio Universale Territoriale del Ristretto, e Terra di Leprignano appresso al Sagro Monastero ma restino salve alle Parti le di loro ragioni etc.

Quali patti, Capitoli, e Condizioni essendo tra i Signori Contraenti amichevolmente concordati, e stabiliti, anche con il parere, e conseglio de loro respettivi Signori Legali, e Difensori, ed ad effetto che sempre, ed in ogni futuro tempo di quanto hano stabilito ne apparisca la verità con stipolarne sopra di ciò publico Istromento, quindi è che

 

I privati di Leprignano che addivengono alla transazione sono rappresentati da “il Molto Illustre, ed Eccellente Signore Vincenzo Ilarij figlio della bo: me: Antonio da Rignano Diocesi di Civita Castellana, e Signore Pietro Antonio Bombelli figlio del quondam Marco Antonio da Leprignano…come Procuratori specialmente a quest’effetto eletti, e deputati da diversi Particolari del Popolo delle sudetta Terra di Leprignano, parte sottoscritti, e parte Croce segnati a pié del Chirografo di Mandato di Procura apposto in calce della Minuta del presente Istromento in persona loro fatto sotto li 8 Aprile prossimo passato, ed in publica forma riconosciuta dal Signore Paolo Sinibaldi Notaro di detto Luogo” (cc. 155-162 il chirografo di mandato di procura)

Dall’altra parte ci sono l’Abate e i Monaci capitolarmente congregati; Sisto Rocci Abbate, Pier Luigi Cossa Priore, D. Placido Clemente Olivari; D. Pier Luigi Galletti

Atto rogato in Roma “in Venerabili Monasterio S. Calisti, et praecise in solito loco Capitulari”

 

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