CONFRATERNITE E CAPPELLANIE A LEPRIGNANO (ODIERNA CAPENA) – PARTE SECONDA

Con atto rogato il 18 giugno 1874il Comune di Leprignano, rappresentato da Serafino Cola assessore facente funzione di sindaco, e Domenico Antonio Pezza del fu Francesco, domiciliato in Leprignano, nella loro qualità di patroni della soppressa cappellanìa fondata sotto l’invocazione della Madonna Santissima degli Angeli fuori di Leprignanodal fu Domenico Antonio Pezza con testamento datato 11 settembre 1701 e aperto il 4 febbraio 1706 per gli atti di Pietro Galli, notaio in Leprignano, della quale era allora investito il sacerdote don Sebastiano Felici per atto del notaio Pietro Di Severino datato 3 aprile 1865, dichiarano, in base alla legislazione sull’eversione dell’asse ecclesiastico, di voler svincolare i seguenti beni immobili già appartenenti al patrimonio della soppressa cappellanìa, sui quali viene costituita ipoteca a favore del Demanio dello Stato: 1) casa di 5 vani, con stalletta e cantina annesse, in contrada il Monte, confinante eredi Sinibaldi, Giovanni Bernardoni e strada pubblica, indicata al censo con il numero 485 urbano; 2) una casa posta similmente in contrada il Monte, confinante Giovanni Bernardoni da due lati, la strada pubblica, indicata al censo con il numero 470 della mappa urbana; 3) un terreno seminativo in vocabolo Monte Cellarino, confinante eredi Pappatà, il Comune di Leprignano, la Cappella del Rosario e le vie pubbliche, indicato nel censo con il numero 1395 della sezione seconda; 4) terreno vignato, olivato e sodivo in vocabolo San Leo, confinante gli eredi di Domenico Briglia, e Stefano Felici, indicato al censo con i numeri 332, 333 e 2394 della sezione seconda; 5) terreno sodivo e cannetato in vocabolo Bombelli, confinante con Luigi Barbetti e le strade pubbliche, indicato al censo con i numeri 370 e 371 della sezione seconda; 6) terreno seminativo camporile in vocabolo Monti di Scorano, confinante con il fosso di Fiano e lo stradone, indicato nel censo con i numeri 143 subalterni 1 e 2 della sezione seconda; 7) terreno seminativo responsivo al monastero di San Paolo, in vocabolo Monti di Scorano, confinante con lo stradone e con la cappella di San Giovanni, indicato nel censo con il numero 141 della sezione seconda; 8) terreno seminativo, responsivo al monastero di San Paolo, in vocabolo Ara Piscina, confinante con Bartolomeo Felici, Augusto Bizzarri e lo stradone, indicato nel censo con i numeri 2126-2127-2616-2617 della sezione seconda; 9) terreno seminativo in vocabolo Centoviole, responsivo della sesta al monastero di San Paolo, confinante con Pasquale D’Innocenti, Angelo Pasqualoni e Maria Oldani, indicato nel censo con i numeri 2161, 2162 e 2163 della sezione seconda; 10) falciate quattro di prato posto in vocabolo la Fioretta, confinante con gli eredi Sinibaldi, indicato nel censo con i numeri 20 subalterni 1 e 2, 22 subalterni 1 e 2 della mappa della sezione prima di Leprignano, cioè della mappa di Santa Marta; 11) terreno prativo in vocabolo la Fioretta, responsivo al monastero di San Paolo come il precedente, confinante con Paolo Sacripanti e con le terre lavorative in vocabolo Campetti, indicato nel censo con il numero 61subalterni 1 e 2 della sezione prima; 12) terreno seminativo in vocabolo Monti di Scorano, responsivo della quinta al monastero di San Paolo, confinante con Vincenzo Pagliuca e con Carlo Montereale, indicato al censo con il numero 2322 della sezione seconda; 13) terreno seminativo in vocabolo le Cese, confinante con i fratelli Cola e con Tommaso Felici, indicato nel censo con il numero 2047 della sezione seconda.

Con atto rogato il 16 agosto 1875 dal notaio Antonini, Domenico Antonio Pezza del fu Francesco cede i diritti che gli spettano sui beni già costituenti la dotazione della soppressa cappellanìa Pezzaa Giovanni Valgi del fu Nicola; nell’atto si fa riferimento allo svincolo del 18 giugno 1874.

Con atto rogato dal notaio Antonini il 15 dicembre 1879, il Comune di Leprignano divise i beni provenienti dallo svincolo della Cappellania Pezzacon Giovanni Valgi, che parzialmente il 18 giugno 1874 e totalmente il 16 agosto 1875 era divenuto cessionario dei diritti che sulla cappellania spettavano a Domenico Antonio Pezza. Al Comune di Leprignano, rappresentato dal sindaco Francesco Laudi fu Luigi, furono assegnati: 1) un terreno prativo in località la Fioretta, di un ettaro e 40 are, corrispondenti a 3 quarte, un quartuccio e 110 mq., descritto in catasto con il numero 20 subalterni 1 e 2 della mappa di Santa Marta, sezione prima di Leprignano, e confinante con i beni della cappellania Alei, Pagnani Francesco, eredi del fu Nicola Sinibaldi e Sinibaldi Antonio fu Bernardo; 2) un terreno sodivo ristretto in prossimità di Leprignano in località Bombelli, di 17 are e 10 centiare, pari a uno scorzo e 2 quartucci, indicato al catasto con i numeri 370 e 371 della sezione seconda, confinante con Barbetti Agostino, con gli eredi del fu Luigi Barbetti e con la strada che conduce a Roma; 3) un terreno seminativo camporile, libero da risposta, in località le Cese, di 31 are e 20 centiare, descritto al catasto con il numero 2047 della sezione seconda, confinante con i signori Cola, con la Confraternita di San Sebastiano, con Barbetti Nicola e con gli eredi del fu Carlo Sinibaldi; 4) un terreno seminativo camporile responsivo della quinta in località Monti di Scorano, di 60 are e 20 centiare, pari a una quarta, uno scorzo e un quartuccio, censito con il numero 2322 della sezione seconda, confinante con Bernardoni Giovanni, con gli eredi di Carlo Montereali, col fosso di Gramiccia e con i signori Cola; 5) un terreno seminativo, libero da risposta, in località Ara Pescina, di 2 ettari, 94 are e 40 centiare, pari a un rubbio, 2 quarte, uno scorzo e 2 quartucci, distinto in catasto con i numeri 2126, 2127, 261(5?) e 2616 della sezione seconda, confinante con gli eredi Picconi, con Tomasso Felici, con Luigi Benigni e con lo stradone dei due Ponti; 6) un terreno seminativo camporile libero in località Monte Cellarino, di 3 ettari, 69 are e 50 centiare, corrispondenti a 2 rubbia, indicato in catasto con il numero 1395 della sezione seconda, confinante con Barbetti Agostino, con gli eredi Pappatà, con altri beni della stessa Comunità e con quelli della Cappellania del Santissimo Rosario; 7) casa di affitto di quattro vani con sottoposta stalla posta entro Leprignano in contrada Monte di Sotto, marcata con i numeri civici 3 e 4 e distinta con il censuale 485 rata, confinante con altra casa già spettante alla stessa cappellania in appresso descritta, con gli eredi del fu Nicola Sinibaldi e con la strada; 8) altra casa parimenti di affitto nella medesima contrada, di due vani, uno sottoposto all’altro, con cantina e grotta, marcata con i numeri civici 3, 5 e 28 e distinta con il censuale 485 rata, confinante con Bernardoni Giovanni, con la casa prima descritta, con la via di Monte Basso e con la strada del Monte Alto. Al Valgi furono invece assegnati: 1) un terreno seminativo, olivato e cannetato in località San Leo, di un ettaro, 4 are e 80 centiare, pari a due quarte e uno scorzo, censito con i numeri 332-333-229 della sezione seconda, confinante con Agostino Barbetti, con Anselmo Venezia e con Tomasso Felici, nonché con la strada delle Fosse; 2) un terreno seminativo camporile responsivo della sesta in località Monti di Scorano, di un ettaro, 37 are e 50 centiare, pari a 2 quarte, 3 scorzi e 3 quartucci, descritto al censo con il numero 141 della sezione seconda, confinante con Alei Luciano, con la cappellania di San Giuseppe per più lati e con i signori Cola; 3) un terreno seminativo camporile libero in località Monti di Scorano, di 4 ettari, 47 are e 60 centiare, pari a 2 rubbia, una quarta e 2 quartucci, indicato al catasto con il numero 143, subalterni 1 e 2, della sezione seconda, confinante con Tomasso Felici, con il fosso di Gramiccia e con lo stradone; 4) un terreno seminativo camporile responsivo della sesta in località Montecentoviole, di un ettaro, 98 are e 40 centiare, pari a un rubbio, uno scorzo e 200 mq., indicato al catasto con i numeri 2161 e 2162 della sezione seconda, confinante con Lucantonio Barbetti, con Giuseppe Coleazza, con gli eredi di Angela Maria Oldani e con Francesco Alei; 5) un terreno prativo in località la Fioretta, di 23 are e 70 centiare, pari a 2 scorzi, indicato al catasto con il numero 22, subalterni 1 e 2, della sezione prima, confinante con gli eredi del fu Paolo Sacripanti, con i beni della cappellania Alei, con gli eredi del fu Nicola Sinibaldi e con la tenuta di Portolupo; 6) un terreno prativo in località la Fioretta, di 12 are e 23 centiare, pari a uno scorzo e 70 mq., descritto al catasto con il numero 61, subalterni 1 e 2, della mappa di Santa Marta sezione prima di Leprignano, confinante con Luca Tardetti, con Agostino Barbetti, con i signori Cola e con lo stradone della Comunità; 7) altro terreno prativo in località la Fioretta, di 28 are e 80 centiare, pari a 2 scorzi e 2 quartucci, descritto al catasto con il numero 74 della mappa di Santa Marta sezione prima di Leprignano, confinante con gli eredi di Filippo Antonazzi, con i beni della cappellania Santolini, con Giovanni Foscarini e con la tenuta di Portolupo; 8) casa di affitto in contrada detta via Olcimia Gemina, o anche Montebasso, di 3 vani al primo piano e di uno di soffitta, marcata con i numeri civici 5 e 8 e con il censuale 470, confinante con Giovanni Bernardoni per due lati, con lo stesso Valgi, con la strada e di sotto con Paolo Sebastiani. Dal più volte citato testo sulle chiese “esistenti nella Terra e Territorio di Leprignano”, apprendiamo (pagg. 45-46) che del patrimonio della cappellania di San Giuseppefacevano tra l’altro parte: un terreno seminativo di un rubbio circa posto in vocabolo Piana Rotella, responsivo della sesta al Monastero e confinante da un lato Pietro Pagliarini e dall’altro Tommaso Antonio Barbetti e il fosso; un terreno seminativo di due quarte circa, in vocabolo Monti di Scorano, responsivo della sesta al Monastero, confinante da un lato Antonio Ciancarini, dall’altro gli eredi di Filippo Sacripanti e lo stradone; un terreno seminativo di un rubbio, responsivo della sesta al Monastero, confinante da un lato gli eredi di Odoardo Sinibaldi, dall’altro la cappellania Pezza e di sopra Biagio Azzimati; mezza falciata di prato in vocabolo l’Ara Fargna, confinante da un lato gli eredi di don Mariano Moretti, dall’altro Odoardo Sinibaldi per la moglie; inoltre, con atto rogato il 31 ottobre 1818 da Luigi Jacoboni, la confraternita concesse alla famiglia Pagliuca una falciata di prato posta in vocabolo l’Ara Fargna, confinante da un lato con gli eredi di Giacomo Venerati, di sotto con Giovanni Sinibaldi e di sopra con Paolo Sacripanti.

Secondo il già citato testo ottocentesco sulle chiese di Leprignano (pag. 3), la chiesa di San Sebastiano, a tre navate, aveva tre altari: l’altare maggiore era dedicato a San Sebastiano e a San Luca, protettore speciale di Leprignano, ed era mantenuto dalla cappellania di San Sebastiano; un secondo altare era dedicato a San Biagio, ed era anch’esso mantenuto dalla cappellania di San Sebastiano; il terzo altare era dedicato al Santissimo Crocifissoed apparteneva ai fratelli Giovanni e Giuseppe Alei.

In data 16 marzo 1730 e per gli atti del notaio morlupese Laugeni, fa testamento Antonio Alei del fu Carlo, il quale “il corpo suo doppo (sic) sarà fatto cadavere, vuole, ordina, e comanda sia sotterrato nella Venerabile Chiesa di San Sebastiano in detta Terra di Leprignano nella sepoltura di casa Alei” e dispone altresì che “terminati che saranno cinque anni dal dì della morte di esso testatore, siano tenuti l’infrascritti suoi eredi di comprare un censo in sorte di scudi 25, ed assegnarlo alla Venerabile Cappella di Santa Croce esistente nella Chiesa di San Sebastiano di detto luogo spettante essa cappella alla casa Alei e i frutti del quale, che ogni anno si esiggeranno, dovrà il cappellano di essa cappella che di quel tempo sarà, e quelli che pro tempore saranno celebrarne, o farne celebrare tante messe in essa cappella per l’entrante quantità ogni anno in perpetuum […] per suffraggio dell’anima di esso testatore”; in data 3 dicembre 1736 e per gli atti del medesimo notaio morlupese, fa testamento Domenica figlia del fu Luca Barbetti e moglie di Francesco Alei, la quale dispone che il suo corpo sia sepolto nella chiesa di San Sebastiano, dov’è la cappella di giuspatronato della famiglia del marito.

Nel catasto rustico piano di Leprignano (1778), troviamo l’assegna dei beni posseduti dalla Venerabil Compagnia di San Sebastiano, sottoscritta da don Giovanni Picconi cappellano della Compagnia, “a tenore del catastro della medesima rinovato l’anno 1768”; i beni assegnati ammontano a tre canoni e a dodici terreni. Verso la fine dell’assegna, si specifica che i “sopradetti beni a riserva del terreno alle Cese ritenuto con patto redimendi possono dirsi di prima erezione non trovandosi l’aquisto (sic), benché qualche corpo di terreno è (sic) stato lasciato alla Compagnia sudetta da benefattori dopo l’erezione”.

I1 27 luglio 1839, nella casa di ultima abitazione del defunto a Roma in via delle Tre Pile 64, viene aperto il testamento di don Francesco Sinibaldi, il quale istituisce la signora Maria Boschi “colla quale il testatore ha convissuto per lo spazio di circa anni quaranta” sua erede proprietaria per “tutto il mobilio, attrezzi di qualunque sorte, biancheria, ed altro qualunque oggetto” appartenente al testatore ed esistente nella sua casa di Roma o in quella di Leprignano, nonché erede usufruttuaria universale e particolare “di tutti e singoli beni stabili, semoventi, crediti, diritti, ed azzioni qualunque presenti, e futuri, ovunque posti, ed esistenti”; defunta poi la Boschi, Valeriano Gugnoni e Tommaso Spagnoli, designati eredi fiduciari, dovranno con la eredità del testatore, detratti i legati, erigere un legato pio di messe in perpetuoda celebrarsi in suffragio dell’anima di quest’ultimo e dei suoi parenti coll’elemosina di baiocchi 20 nella venerabile chiesa di San Luca in Leprignano patria del testatore, “nella qual chiesa inoltre è mio vivo desiderio che sia asportato, e tumulato il mio cadavere, col farvi apporre un’analoga lapide sepolcrale onde riardere ai viventi la mia memoria”.

Con atto rogato il 23 giugno 1874 dal notaio Antonini, Giuseppe Sinibaldi del fu Nicola, nella sua qualità di patrono della cappellania fondata nella chiesa e sotto l’invocazione di San Luca dal fu don Francesco Sinibaldi come da testamento aperto per gli atti del notaio Gradassi il 27 luglio 1839, dichiara, come amministratore del relativo legato pio, di voler rivendicare, ai sensi dell’art. 5 della legge 15 agosto 1867, i beni già costituenti la dotazione del legato pio e consistenti in: 1) cantina e grotta di affitto in Leprignano in via del Viasillo, distinta in catasto dal mappale 512 subalterno 1; 2) ottava parte del mulino a olio in Leprignano in via delle Mandre, distinto in catasto dal mappale 733 subalterno 2; 3) cartella sul Gran Libro del debito pubblico italiano num. 67159 per la rendita annua di lire 105 ed altra cartella num. 85100 per l’annua rendita di lire 5. Come si ricava da un’annotazione apposta sull’atto, l’Intendenza di Finanza di Roma, con nota del 23 agosto 1876, comunicò all’ufficio del Registro di Castelnuovo di Porto che il superiore Dicastero, con dispaccio in data 19 agosto numero 124816/18916, aveva accolto la domanda presentata dal Sinibaldi per l’annullamento dello svincolo, con restituzione delle relative tasse.

Con atto rogato il 5 marzo 1875 dal notaio Antonini, Pietrantonio Pappatà fu Michele vende a Tomasso Felici fu Stefano l’utile dominio di un vano in uso di cantina in contrada il Monte, segnato con il civico numero 50 e gravato del canone annuo di uno scudo e 32 baiocchi a favore della Venerabile Confraternita di San Sebastiano Martire(ove per confraternita deve intendersi in realtà cappellania).

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